

Schizofrenia italiana allo stato puro: a parte il “blizzard”, la gelata meteorologica che va a tener compagnia allo “spread” nel nuovo vocabolario nostrano, l’Italia affonda sotto i colpi delle ruberie della politica. Non passa giorno che non scoppi uno scandalo legato a potere & denaro, oppure che non ci siano novità giudiziarie su scandali passati (ognuno può farsi l’elenco da sé dalle cronache: a braccio ricordo - per la serie “ritiriamo la pensione dei morti”, in questo caso i partiti, i soldi degli ex An, il tesoriere dei radicali in fuga col malloppo, lo scandalo del tesoriere della defunta “Margherita”, Lusi, collegato con l’espulsione del medesimo dal Pd, gli sviluppi del “sistema Penati” in Lombardia dove è esploso tra gli “artificieri” d’ordinanza e di complemento della politica regionale e centrale anche il “bubbone del Pirellone”, ecc. ecc. Ci son dentro tutti, pare, con buona pace di chi non leggendo mi accusa di occuparmi qui solo di un certo versante “scandalistico”…).
Nel frattempo, impegnato a modificare lo status del debito sovrano e insieme l’immagine del Paese sul pianeta, Mario Monti gira il mondo e va da Obama, forte della prestigiosa copertina europea di “Time” (quella americana della rivista è dedicata ai cani, i migliori amici dell’uomo…). Definito dal presidente americano, il famoso “abbronzato” di Berlusconi, un caposaldo dell’euro e quindi del rapporto politico-economico tra Europa e Usa, Monti si spinge addirittura al fantastico obiettivo di “cambiare lo stile di vita degli italiani”, davvero un “huge program”, come si dice da quelle parti, alla Casa Bianca e dintorni. Monti ha parlato anche dell’importanza dei Parlamenti, quello americano ma anche il nostro… bene.
Non so voi, ma io ci noto un leggero accenno di schizofrenia, dal momento che i giornali italiani li leggono anche a Washington. Come sarebbe, c’è finalmente uno statista che si rende conto dello stato (appunto !!) del Paese, e nel frattempo il Parlamento dal quale comunque costituzionalmente dipende, commissariamento o non commissariamento della democrazia..., va a pezzi in termini di legalità e ovviamente di presentabilità? Forse c’è qualcosa o tutto che non va. Ebbene, mi sono rifatto a un grande, precisamente al reverendo irlandese Jonathan Swift, scrittore formidabile, e alla sua “modesta proposta” del 1729, dunque senza aspettare il compleanno tricentenario per non affondare prima. Swift scrisse, suscitando ovviamente un vespaio tra chi non voleva capire e chi aveva capito fin troppo bene, che c’era un sistema per risolvere l’iniquità sociale e dare un futuro ai “ bambini poveri”, alle loro famiglie bisognose gravate di essi e più in generale al Paese in difficoltà: bastava darli in pasto, da mangiare, sì (come del resto facevano i comunisti nel secondo dopoguerra…), ai ricchi e tutto sarebbe andato a posto.
Qui non ipotizzo nessuna soluzione “alimentare”, anche se un’attinenza della politica politicante & esercente del “magna magna” con la provocazione letterale di Swift ci sarebbe eccome. Mi rifaccio invece alla serie infinita di scandali collegati con la questione del finanziamento pubblico dei partiti, bocciato clamorosamente da un referendum popolare del ’93 e rimesso in pista con più denari e più ruberie immediatamente dopo da una legge che trasformava il finanziamento respinto in un rimborso elettorale, con il risultato di coprire d’oro negli ultimi vent’anni la partitocrazia e favorire quell’immoralità e quell’illegalità che abbiamo sotto gli occhi. Tutti compresi, governi e opposizioni, Berlusconi e i suoi avversari: aspettiamo di sapere chi ha le “mani pulite”.
Ecco la mia swiftiana modestissima proposta. Rovesciamo l’onere della prova. A partire dal primo livello, quello dell’immagine dei nostri partiti tanto bruttata dalle ruberie. Vadano in tv meglio se a reti unificate coloro che rappresentano i 67 tra partiti, movimenti e formazioni presenti sul suolo italiano, parlamentare e non, centrale e periferico, che hanno ricevuto rimborsi, per dire “Il mio partito non c’entra, metto la mano sul fuoco che nessuno si è rubato neppure un euro, neppure un euro è finito illegalmente”. Scenograficamente, sarebbe meglio con un braciere alla Muzio Scevola davanti e le mani bene in vista… Insomma, così cominciamo a vederci più chiaro e facciamo prima. Andiamo per esclusione. E’ disonesto ( all’americana…, anche se parrebbe proprio un obbrobrio giuridico) chi non prova la sua onestà. Vediamo chi accetta di esibirsi, sarebbe già un primo, utilissimo “screening”. Adesso che ci penso, proporrei al Monti del “Time” lo stesso giochetto per il suo governo, così, per non dare l’idea che garantiamo qualche franchigia a qualcuno. Che ne dite ?Demagogico, populista eccetera eccetera?
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