E adesso Mario Monti indica la strada della crescita: ma cosa significa?

di Giovanni Acquati

Siamo in una società che fonda tutto sul consumo: più si consuma, più aumenta il movimento di denaro e dunque il PIL, più c’è crescita, almeno in una società con questi parametri di valutazione. Ciò significa che se il consumo si ferma o diminuisce mina le basi su cui si regge tutto il sistema che, da qualunque parte si voglia guardare, si mostra debole, imperfetto, assurdo!


L’essere umano esiste solo in quanto soggetto compratore ed è il referente diretto del bombardamento pubblicitario. Non dico nulla di nuovo, è solo per ricordare il penoso stato in cui siamo ridotti come esseri umani, soggetti da condizionare per far spendere e far circolare il denaro.


Tutto cominciò più o meno quando Mr. Ford, il fondatore dell’omonima fabbrica di automobili, capì perfettamente che la crescita della sua azienda sarebbe stata maggiore solo se i propri lavoratori, ma anche quelli di tutte le altre aziende, fossero nelle condizioni di comprare una vettura! “ Lo stipendio che do loro mi ritorna in parte perché acquistano le mie vetture!”


Da quel momento cominciò un’altra storia economica: aumentarono i salari e anche le dinamiche pubblicitarie, cominciò una crescita vertiginosa e le conquiste sindacali furono più facili perchè comunque erano figlie del momento storico: più salari, più soldi a disposizione da spendere, più guadagni per le aziende: tutti ne uscivano vincitori: lavoratori, aziende, sindacati.


Ma si può crescere all’infinito in un mondo finito? Perché continuiamo ad usare questa parola che non ha più il significato che aveva negli anni ‘50/’60 del secolo scorso? Secondo alcuni scienziati super partes, stiamo già usando più terra (intesa come nostro pianeta) di quella che naturalmente si può rigenerare. Dunque stiamo impoverendo e consumando il nostro pianeta.


Solo la finanza può crescere perché non è qualcosa di materiale, di palpabile, di vero: è solo una convenzione che ci hanno costretti ad accettare ed ecco come ci ha ridotti! E’ questa la crescita che vuole il nostro governo? Speriamo di no. La finanza ha già occupato tutti gli spazi della politica e gestisce il mondo, per cui cosa dovrebbe significare crescita?


Per prima cosa non dovrebbe essere solo legata ai numeri. Ciò implica scelte nuove e dunque finalmente spostare la massima attenzione sugli esseri umani e sulla natura. Da una parte bisognerebbe perciò sostenere la costruzione di nuove iniziative imprenditoriali, piccole o grandi, dar fiducia alle persone e alle loro idee, considerando nel contempo la necessità di una vita dignitosa e un salario minimo garantito a tutti con azioni di ridistribuzione delle risorse, andando a prenderle da chi se ne è appropriato impunemente in questi ultimi 30 anni. Dall’altra, per il rispetto che esige la natura, bisognerebbe porre la massima attenzione al nostro pianeta per cercare di preservarlo per le future generazioni.


Quando si dice crescita dunque il riferimento diretto dovrebbe essere la qualità della vita delle persone e del pianeta. Consumare meno territorio, produrre minori quantità di rifiuti, essere più sobri nei consumi di elettricità, acqua e gas, risparmiare benzina andando in autobus o treno, ecc…. In sostanza significa che il PIL potrebbe diminuire ma non è proprio nulla di drammatico anzi al contrario è solo una grande fortuna per il pianeta.


La Crescita è qualità, non quantità, ma dubito che il nostro Governo sia pronto a comprenderlo e ad accettarlo!




30 dicembre 2011
 
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