Davvero chi non è grillino è razzista? Io ne dubito

Davvero chi non è grillino è razzista? E’ la domanda che mi sono posto subito dopo aver letto il pezzo di un collega. Dico la verità mi sono sentito in colpa, non sapevo che criticare le scelte propagandistiche di un partito, il Movimento 5 Stelle, mi scaraventasse, malgrado il mio passato, nel girone dei cattivi e dei radical-scic con la puzza sotto il naso. Voglio essere sincero, il fatto che molti disoccupati siano andati a chiedere i moduli per ottenere il reddito di cittadinanza non mi ha fatto ridere, anzi, mi ha preoccupato, mi ha costretto a interrogarmi sulla mia appartenenza a un’area della politica, mi ha fatto rimuginare, è sono arrivato alla stessa conclusione cui ero arrivato già dai tempi della fondazione del Pds, la sinistra deve rifondarsi se non vuole scomparire.

Perché per gli antichi movimenti del “900 c’è ancora molto da fare: in primis deve attrezzarsi per combattere contro la deriva populista, contro quel liberismo, questo sì, che a spese degli italiani i pentastellati vogliono imporre al nostro Paese. Ragioniamo, cosa c’è di più razzista dell’assegno promesso in campagna elettorale da Di Maio? Il problema non è dare un salario qualunque ai nostri figli, il problema non è zittire con mille euro le coscienze dei ricchi: cosa c’è di diverso con gli 80 euro regalati in fretta e furia da Renzi durante l’altra campagna elettorale? Nulla, i radical scic, questa volta del Movimento stanno agendo come sempre, senza un progetto preciso, senza dire che cosa andranno a fare i nostri giovani, senza tenere conto dello loro competenze, dei corsi di studio che hanno frequentato. Questo è il populismo: vi do due lire, ma non siate troppo pretenziosi.

I nostri giovani, i nostri disoccupati hanno bisogno di lavoro, hanno bisogno di nuovo piano Marshall capace di ridare un po’ di respiro alle piccole e medie imprese, agli artigiani, alle professioni (in Italia mancano 50mila infermieri e 20 mila medici). Invece niente, si propone solo un po’ di elemosina, che non potrà, ovviamente, se mai ci sarà, durare a lungo. E c’è anche un altro punto che mi preoccupa, come mai una parte del mondo giornalistico, quello di Scalfari and Company, stanno chiedendo ad alta voce l’alleanza del M5S-PD? Qual è l’obiettivo e quali sono i loro interessi? Una domanda più che lecita visto che molti di loro hanno sempre cavalcato, mai dalla prima ora, le istanze dei vincitori. Ha ragione Travaglio: ora tutti sono grillini. Qualcuno forse spera che con la santa alleanza della vecchia sinistra con quella che Scalfari chiama “la nuova” possa servire a mantenere i posti di prestigio che hanno con gli anni conquistato? Dubitare è lecito. O non si può dire?