Il Sud Italia è in ripresa: la nottata non è passata, ma aspettiamo fiduciosi l'alba

Ho conservato i ritagli, gli articoli, i titoli e le prime pagine dell'anno scorso. Ho ancora in mente i nomi di tutti quelli che parlavano di Apocalisse a proposito del Sud. Molti si sono esercitati in una settimana di interesse pubblico nei confronti delle nostre terre, in un dibattito surreale pieno di stereotipi e piagnistei.

Un anno fa mi sono limitato a dire che questo racconto senza speranza è esattamente funzionale a chi vuole un Mezzogiorno che non può e non deve recuperare il gap nei confronti del resto del Paese, mentre al Sud esistono energie e talenti che nonostante tutto non si sono mai arresi e proprio per questo andavano sostenuti e non mortificati.

Un anno dopo (ma già l'avevamo visto grazie all'Istat) lo Svimez ci dice che il Sud è cresciuto più del resto del Paese e che ci sono 94mila occupati in più. Una notizia ottima, visto che da 7 anni il PIL meridionale aveva il segno meno.

Un anno fa erano ridicole le parole sul Sud senza speranza, oggi sarebbe sbagliato gioire oltre misura. Ci sono gap strutturali che devono essere colmati, troppo male ha fatto la crisi all'industria e alla forza lavoro meridionale, i servizi alla persona non sono per nulla paragonabili a quelli del centronord.

Però finalmente lo Stato (nelle sue articolazioni) ha smesso di distribuire soldi a pioggia e ha scelto i settori in cui investire: capitale umano, innovazione, infrastrutture, cultura, turismo, bellezza e qualità della vita. Per non parlare delle 4 A (automotive, aeronautica, agroalimentare e abbigliamento) su cui davvero si gioca il futuro industriale e imprenditoriale del Sud.

Siamo sulla buona strada, i patti per il Sud forniscono le coordinate e la bussola per andare avanti con decisione. Le grandi multinazionali tornano a guardare con interesse ai nostri territori. Le istituzioni bonificano finalmente i disastri compiuti nel passato. 

La nottata non è ancora passata, ma con fiducia possiamo aspettare l'alba. E dipende solo da noi meridionali, dal nostro coraggio, dalla nostra responsabilità, dalla nostra energia, dal nostro amore