Malattie gravi e testamento biologico

Un suicidio su cinque è associato alla presenza di una o più malattie gravi e, dunque, di uno stato di salute talmente debilitato che potrebbe aver influenzato la scelta di procurarsi la morte. A rivelarlo è uno studio svolto da Openpolis sulle statistiche pubblicate il 15 febbraio dall’Istat relative all’associazione tra malattie fisiche e mentali e suicidi.

I DATI DELL’ISTAT. Dati alla mano, tra il 2011 e il 2013, il 18,6% dei certificati morte autoprocurate menzionerebbe stati morbosi rilevanti. Sarebbero infatti 2.401 su 12.877 i casi di suicidi in dipendenza di malattie fisiche o mentali. Ma vi è di più, tra questi ultimi sarebbero il 69,3% le morti autoprocurate associate a malattie mentali e il restante 30,7% quelle associate a malattie fisiche, per la maggior parte tumori.

NORMI CHI PUO’. È all’esame della Camera un disegno di legge che norma il consenso informato, l’indicazione del fiduciario e le disposizioni anticipate di trattamento.

Queste ultime sono più comunemente note come testamento biologico, ovvero quel documento attraverso il quale si registrano le indicazioni di trattamento in caso di futura impossibilità di esprimere la propria volontà o di incapacità di intendere e comunicare causate da un incidente o malattia grave.

Si auspica che il disegno di legge, già esaminato dalla Commissione Affari Sociali, possa colmare, a differenza dei suoi predecessori, il vuoto legislativo in materia.