Roma, trasporti nel mirino. Mozione del Pd alla Camera. “Intervenga il governo Renzi”

Verificare che siano garantite dal concessionario del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale tutte le condizioni di sicurezza nel trasporto dei passeggeri sull'intera rete in gestione e sulle ferrovie concesse. Controllare che le tempistiche e le modalità di trasporto, sia sui veicoli di superficie sia nella metropolitana, non siano fonte di preoccupazione per i cittadini romani, i pendolari e i turisti.

Questo l’allarmato contenuto di una mozione presentata a Palazzo Madama dal senatore Marco Filippo del Partito Democratico (PD) e sottoscritta da un numeroso gruppo di colleghi. L’appuntamento per la discussione è martedì prossimo al Senato e l’intento dei firmatari è di impegnare il governo a tutelare l’immagine della capitale e di garantire una gestione del servizio di trasporto pubblico capitolino adeguata alle esigenze di mobilità della metropoli e tale da produrre ricadute positive sulla vita quotidiana di cittadini, pendolari e turisti.   

DISSERVIZI PERICOLOSI. Secondo i firmatari della mozione i disservizi del trasporto pubblico romano sarebbero ormai all’ordine del giorno nonostante l’impegno del personale operativo addetto ai mezzi di superficie e alla metropolitana. In particolare “sulle linee bus, nella metro e sulle tratte ferroviarie urbane, gestite da Atac SpA”, dove aumentano “le soppressioni di corse, i ritardi, l'allungamento dei tempi di attesa alle fermate e le interruzioni improvvise del servizio, con conseguenti gravi ripercussioni sugli utenti e in particolare su coloro che utilizzano i mezzi pubblici per recarsi ai luoghi di lavoro o di studio”. Tutto questo sarebbe l’effetto “di una gestione incontrollata della concessionaria del servizio di trasporto pubblico locale di Roma, di mancati investimenti, di scandali legati al management, di scarse performance aziendali, di ricavi nettamente inferiori alle spese sostenute e, non ultimo, di ingerenze politiche, come quelle verificatesi all'inizio del mese di settembre 2016”. Volgendo poi lo sguardo al parco veicoli bus, della metropolitana e dei treni, la mozione sottolinea come Atac offra un servizio del tutto inadeguato alle esigenze di mobilità romana, provocando sempre più di frequente “situazioni di sovraffollamento incontrollato e pericoloso, con conseguente riduzione dei livelli di sicurezza nel trasporto delle persone”.

 

BILANCI IN CRISI. Orizzonte cupo anche sul fronte dei bilanci societari. Negli anni 2010 e 2011 infatti “si sarebbe verificato un rapido incremento dell'indebitamento societario, combinato ad un incremento ingiustificato di personale e ad un crollo della redditività e degli investimenti, con pesanti effetti a ricaduta sugli anni successivi”. In tale contesto, secondo Filippi e i suoi colleghi, sarebbero nate e si sarebbero aggravate gran parte delle problematiche gestionali di Atac Spa esplose negli ultimi mesi. Per far fronte alle perdite accumulate in questi anni e consentire la continuità del servizio i governi Monti, Letta e Renzi e lo stesso comune di Roma, sarebbero intervenuti, a più riprese e con dispendio di ingenti risorse.

 

DANNO IN ARRIVO. Non va meglio se si guarda al danno erariale prodotto all’azienda, al Comune di Roma e alle finanze pubbliche dalle irregolarità commesse da Atac Spa che avrebbe assunto “proporzioni gigantesche nel breve volgere di qualche anno”. A cosa ci si riferisce esattamente? Si tratterebbe di irregolarità derivanti dalle modalità di gestione di taluni servizi di mobilità per persone disabili evidenziate dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), dal “mancato rispetto dei limiti di spesa imposti dalla legge” per “scritture contabili non corrette (iscrizione a bilancio di crediti inesistenti, per improprie compensazioni di crediti e debiti, per rinunce a crediti non giustificate, perdite di esercizio ripianate con riserve), per depauperamento del patrimonio aziendale, per lauti premi aziendali, erogati senza aggancio a specifici obiettivi aziendali, per l'incremento di personale con omessa conservazione o assenza di atti inerenti alle procedure di assunzione”, per il reclutamento di “tipo clientelare e per l'assunzione diretta di dirigenti, in violazione del principio di imparzialità, trasparenza e pubblicità, ed infine per le opache procedure di appalto e affidamento di servizi”

 

FERMARE IL DECLINO. La mozione rileva poi che a seguito della revisione dell’assetto della governance societaria di Atac Spa, attuata mediante le nomine ad amministratore unico di Armando Brandolese e a direttore generale di Marco Rettighieri, diversi interventi sono stati messi in atto al fine di contrastare comportamenti irregolari a danno dell’azienda. In particolare “sono stati effettuati alcuni licenziamenti per comportamento infedele di dipendenti in relazione a commesse ed acquisti; sono state portate all'attenzione della magistratura le presunte irregolarità riscontrate negli appalti, affidati in precedenza, senza passare per i bandi di gara europei e per il rilascio di permessi sindacali; sono state avviate inchieste interne, per verificare nell'immediatezza le disfunzioni legate a distacchi sindacali anomali, sulla gestione delle mense, sulla fornitura di gomme per i bus, sui cali di tensione, che impedivano il funzionamento del servizio metro e sull'affidamento di servizi di mobilità in subappalto.” Ancora, i preponenti, danno atto delle ispezioni effettuate nel luglio 2016 dalla procura di Roma, a seguito dell’esposto presentato dal direttore generale di Atac SpA. Gli uomini della procura si sarebbero presentati alla porta di 20 sedi dell’Atac al fine di “acquisire materiale relativo alla gestione senza regole delle mense aziendali, in relazione ai permessi sindacali e ad appalti per la manutenzione dei bus”. Con riguardo, infine, alla gestione, la mozione da atto degli interventi realizzati “per rivedere l'organigramma dirigenziale dell'azienda, per contrastare l'evasione dei titoli di viaggio, per ridurre i numerosi disservizi quotidiani, per rendere maggiormente sicure e controllate le aree di transito dei passeggeri e i mezzi di trasporto e per rendere maggiormente efficiente il servizio di superficie e metropolitano.”

 

RILANCIO INCERTO. Il tanto agognato processo di revisione della governance e di rilancio di Atac Spa, recita ancora la mozione, avrebbe subito un’interruzione a causa della “mancata fiducia espressa, a più riprese, dalla nuova Giunta capitolina sull'operato degli ormai ex amministratore unico di Atac SpA, Armando Brandolese, ed ex direttore generale di Atac SpA Marco Rettighieri” i quali, all'inizio del mese di settembre 2016, hanno formalizzato le dimissioni dagli incarichi affidatigli.

 

SGUARDO AL FUTURO. Cosa c’è da aspettarsi per il futuro? Lo stato di totale incertezza determinato dall’arresto del processo di revisione e rilancio, secondo Filippi, andrà ad incidere sul futuro prossimo del trasporto pubblico locale di Roma Capitale. I suoi primi effetti si sarebbero anzi già verificati: “Sono state cancellate 3.800 corse e cancellate intere linee in prossimità dell'avvio dell'anno scolastico 2016/2017 e vi è profonda incertezza sulle risorse da destinare al funzionamento e alla manutenzione di metro e bus e per il rinnovo programmato del parco dei veicoli”.

 

APPELLO A RENZI. Grandi timori perciò per il futuro: “Nei prossimi mesi i cittadini romani e i pendolari subiranno nuove ed ulteriori difficoltà negli spostamenti, allontanando ancora di più la qualità e l'efficienza del servizio loro offerto dagli standard europei e delle altre maggiori città italiane”. Mentre si annunciano “situazioni di forte disagio, sovraffollamento e di ridotta sicurezza nelle corse, in particolare nelle ore di maggiore utilizzo della rete dei trasporti di superficie e della metropolitana”. Da qui l’accorato appello al governo Renzi. Affinché si impegni “a verificare che siano garantite dal concessionario del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale tutte le condizioni di sicurezza nel trasporto dei passeggeri sull'intera rete in gestione e sulle ferrovie concesse”. E che le “tempistiche e le modalità di trasporto, sia sui veicoli di superficie sia nella metropolitana, non siano fonte di preoccupazione per i cittadini romani, i pendolari e i turisti”.