Ecco le linee guida del nuovo Codice della Strada

Tra le riforme annunciate pare stia per partire anche quella del Codice della Strada, con il testo approvato in Commissione Trasporti della Camera. L'iter ovviamente prevede diversi passaggi, non ultimo quello in Senato, ma - salvo stravolgimenti – già sono trapelate le prime linee-guida. I componenti della Commissione ci hanno lavorato per mesi e in maniera politicamente "trasversale".

La prima è quella che dà lo status di “utenti deboli” ai ciclisti e motociclisti consentendo loro una maggiore tutela in caso di sinistro oltre a una serie di misure per la sicurezza per gli utenti delle due ruote. Si tratterebbe di eliminare ostacoli fissi, come i pali dei segnali, da bordo strada. Tra questi, in accoglimento anche a un movimento europeo che parte dal “basso”, potrebbero esserci anche gli attuali guard-rail “a lama”, pericolosissimi e fortemente lesivi persino in caso di incidenti banali.

Se l'eliminazione o la sostituzione di elementi pericolosi dovrà avere una copertura finanziaria, la possibilità di circolare, per moto e bici, utilizzando le corsie preferenziali di bus e taxi sarà una riforma a costo zero che garantirebbe una maggior fluidità e sicurezza del traffico cittadino.

Fuori città invece, in tangenziali e autostrade, sarà consentito l'accesso anche a veicoli di cilindrata inferiore a 149 centimetri cubici, ovvero ai classici 125. Una curiosità e una stranezza: fino agli anni '80 i 125 avevano potenze superiori a 30 cavalli e velocità adeguate alla circolazione autostradale, visto che arrivavano a sfiorare i 170 orari, mentre oggi le potenze sono molto limitate per legge e sarebbe il caso di adeguarle per evitare un pericoloso effetto “tappo”.

Ma una stranezza maggiore è l'idea di porre una matricola “volontaria” (esperimento già tentato in alcune città del Nord) sul telaio delle biciclette per scoraggiare i furti. Si rubano ogni giorno a manbassa auto e moto che hanno – oltre alla targa – incisi numeri di telaio e di motore regolarmente registrati e si spera che un numerino visibile su una bici possa essere un deterrente?

Niente invece al momento su un tema a latere del codice della strada e che riguarda il codice penale, nonostante se ne parli da tempo. Ovvero l'introduzione del reato di “omicidio stradale” con pene ben più gravi rispetto al classico “omicidio colposo” che segue, quasi sempre, un incidente mortale. Con delle aggravanti se si guida sotto effetto di stupefacenti o alcool.

Così come al momento nulla si sa della possibilità per chi guida non sobrio di vedere la patente ritirata a vita. A proposito di efficacia della deterrenza: in questo caso ci sarebbe ben altro e sicuro peso.