L'Italia che riesce. Due risultati vincenti in un giorno: Nibali e la Costa Concordia

"E i francesi che s'incazzano che le balle ancora gli girano". Citare Paolo Conte e la sua “Bartali” è fin troppo scontato. Francesi “muti”, come si usa dire nella Sicilia di Nibali. Nonostante titolino “Il tour dei francesi” in realtà il loro giro è italiano, di un messinese sobrio e di poche parole, Vincenzo Nibali.

E, nello stesso giorno di questo trionfo, sempre nonostante tutti i dubbi e i sorrisetti sull'esito dell' operazione di recupero della Costa Concordia questa è arrivata intera fino a Genova, senza temuti versamenti e senza intoppi o disastri. Muti i francesi perché si sono presi una batosta clamorosa a casa loro e per la dimostrazione al mondo che un'operazione unica mai tentata, per una nave di tale stazza, è perfettamente riuscita. Muti quindi anche tutti gli altri, quelli dei sorrisetti di sufficienza, della puzza al naso e dei commenti poco benevoli.

L'Italia che vince nello sport, sebbene con una squadra kazaka (ma con il fondamentale apporto dei componenti italiani e pazienza per il neo del tricolore sulla maglia di Nibali con i colori a bande orizzontali: quella è la bandiera ungherese) e l'Italia che vince quando unisce le forze: quelle di società private e quelle pubbliche di organizzazione e sovrintendenza per la riuscita dell'operazione Concordia. La dimostrazione che se uniti e senza atteggiamenti dimessi o, peggio, autoflagellanti i risultati sono alla portata. Svaniti i sorrisetti: anche perchè - passando in ambito politico - con le ultime vicende di Hollande e Sarkozy e con un partito fascista, quello di Le Pen, leader nelle percentuali di voto e, altrove, la crescita di movimenti neonazisti...beh, hanno davvero poco da ridere. Ovvio che l'antica grandeur vuole una buona dose di spocchia ma i due esempi citati, caduti esattamente nello stesso giorno, impone minori pregiudizi da parte dei cugini d'oltralpe. E non solo per loro.

La speranza per noi è che – simbolicamente - la vittoria di Nibali alla Grand Boucle dopo Pantani (qualcuno ci ha provato anche stavolta a ipotizzare scenari poco puliti: ma il ricordo di vecchie querele di Nibali ha portato a più miti consigli) e il capolavoro del recupero della Costa Concordia, possano essere una sorta di ripartenza dell'amor proprio e patrio, una ventata positiva nell'orgoglio di essere italiani o, almeno, un primo passo: smettere di avere Tafazzi come riferimento cui ispirarsi, per esempio.

Non dobbiamo frugare tanto nella nostra storia, anche recente, per trovare esempi migliori di uno che, da solo, si pesta le zone basse e lo fa in allegria.