Il governo contro i gufi: sono giorni di festa e di ottimismo

“Un giorno di festa”, dice Renzi, quello in cui un volo di Stato ha riportato Meriam, la ragazza sudanese incarcerata a rischio della vita perché cristiana. Una mobilitazione internazionale e l'Italia che fa la sua parte, quella più costosa, mettendo a disposizione un volo di Stato. Del resto Renzi il caso l'aveva citato persino nel discorso di apertura del semestre europeo.

Non una parola sui Marò e ancora meno un fatto. E nessuna parola, neanche pro forma, ad insediamento fatto, su quasi 300 morti – cittadini europei non della Papuasia – perché l'aereo civile malese sul quale viaggiavano è stato colpito nei cieli dell'Ucraina. Però oggi abbiamo rimediato una bella figura. Il resto del mondo – l'Europa in primis – se ne frega altamente della situazione drammatica degli sbarchi, che conta morti a decine ogni giorno e una situazione esplosiva nei luoghi di accoglienza, ma – insomma – quell'aereo con su scritto “Repubblica Italiana” che riporta Meriam è una nota di orgoglio. Zerbinesco magari, ma vuoi mettere il guadagno in termini di immagine?

Tutto bene, dunque. Non stride niente, tutto ben oliato da sorrisi e dichiarazioni e comitati di accoglienza. Infatti non si sente alcun cigolìo neanche per l'attività delle riforme, annunciate e calendarizzate con gran suono di grancassa. Di tutte la priorità assoluta ormai da settimane è occupata, con ampie discussioni dentro e fuori il palazzo, nei giornali e nelle TV, dalla riforma del Senato che, come è notorio, turba i sonni e i pranzi dei cittadini.

Il Jobs Act cioè quella cosa che doveva dare o tentare una svolta al problema occupazionale, arrivato ben oltre la soglia di allarme – come segnalano tutti gli osservatori – può aspettare. Per tacere delle altre, di riforme. I cassaintegrati e lavoratori in mobilità, i licenziati, le aziende che chiudono, gli imprenditori che si uccidono, i giovani e donne che l'impiego manco lo cercano più e i pensionati ridotti in povertà che rovistano nei cassonetti stiano sereni, nel senso renziano del termine.

Non si nota nell'immediato ma si sta lavorando perché, anche se non lo sanno, il benessere prossimo venturo delle categorie di cui sopra passa per i quasi diecimila emendamenti e le battaglie e discussioni che porteranno alla riforma del Senato. Si lavora persino in piena estate, e poi andate a dire che sono nullafacenti o inconcludenti. Che gente irriconoscente e, irrimediabilmente, pessimista: calano i consumi di mese in mese, il PIL ha - quando le ha - crescite molecolari e la disoccupazione è in espansione.

“E' un giorno di festa” in un periodo di grande ottimismo, smettetela di lagnarvi e non fate i gufi.