Crisi economica: chi pagherà gli interventi richiesti dall'Europa all'Italia?

di Pierluigi Zanata

L’ Italia ancora non affonda grazie all’ intervento sul debito della Bce, che,  però, appalesando ogni giorno di più il suo ruolo di ‘’commissario del governo italiano’’,  chiede interventi immediati per  per accelerare in particolare il ritorno a una situazione di bilancio normale.


Il governo per il momento non si muove. Non rende pubblica la lettera che il presidente della Bce, Trichet, e il suo successore, Draghi, hanno inviato al premier B. indicando le priorità d’ intervento.  Altrettanto segreta è la lettera d’ impegni scritti che il cavaliere è  stato costretto a consegnare alla Bce.


Trichet e Draghi, a quanto è dato sapere, hanno indicato un elenco dettagliato e le scadenze delle cose da fare, dalle pensioni, alle privatizzazioni, alla riforma del mercato del lavoro, alla patrimoniale sulle seconde case.


La lettera di B., invece, è una cambiale in bianco che il direttorio europeo che governa l’ Italia ha preteso per  il sostegno per mantenere a galla il Paese. Cambiale che sarà messa all’ incasso qualora il cavaliere pensasse domani di disattendere l’ agenda fissata da Merkel-Sarkozy-Bce, i tutori del premier.


Che cosa abbiano in mente di fare B. e soci non si sa. Forse non lo sanno neanche loro. Voci parlano di una patrimoniale una tantum sulle seconde case, dell’ aumento a 65 anni dell’ età pensionabile delle donne nel settore privato, dell’ aumento delle tassazioni delle rendite finanziarie,  una tantum sulle ricchezze mobiliari, privatizzazioni delle municipalizzate.


Forse domani, Tremonti, davanti alle commissioni parlamentari farà capire come intende muoversi il governo. Salvo che non decida di illustrare, solamente, la riforma costituzionale sul pareggio di bilancio e la libertà d’ impresa (art. 41 della Costituzione), misure che, se mai approvate, produrranno effetti solo fra molti anni.


Le intenzioni del governo sembrano quelle di far pagare la manovra, come sempre d’ altronde, sulla povera gente.


Il Pdl, naturalmente è d’ accordo.


C’ è da capire cosa farà la Lega.


Bossi, vecchio leone sempre più stanco, nel suo verde sempre più stinto, che ha sempre dato un grande credito a B.,  dice ‘’le pensioni’’ non si toccano. ‘’Non si mettono in discussione – afferma – i diritti delle nostre genti’’. Non specifica però se per ‘’nostre genti’’ intende solo i ‘’padani’’ o tutti gli italiani.  Ma l’ uomo dal ‘’dito medio’’  sempre in alto dice una cosa e subito dopo la smentisce. A lui interessano soprattutto i suoi piccoli ministeri di cartongesso nel parco di Monza, misere stalle per le vacche dei cinque mila evasori delle quote latte, tutti elettori del carroccio.


Resta da capire perché non si parla più di tagli dei costi della politica, soprattutto dei tagli ai privilegi della casta, della lotta al sommerso, dell’ evasione fiscale, che il governo spera di combattere con lo slogan ‘’Chi evade le tasse è un parassita’’ (sai quanto gli frega all’ evasore), di imposte sulle grandi ricchezze.




10 agosto 2011
 
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