

Il vero ostacolo della dieta non è arrivare al peso ideale, ma mantenerlo: un terzo circa dei chili persi vengono recuperati nell'anno successivo, il periodo effettivamente più delicato, a volte anche dopo un programma alimentare equilibrato e non troppo restrittivo. Il fallimento della dieta porta a frustrazione, perdita della forza di volontà e della fiducia di poter ottenere un dimagramento duraturo e stabile nel tempo, che a sua volta spinge a mangiare di più e ingrassare.
Per chi si sottopone a diete drastiche e rapide, il recupero del peso è assicurato: in agguato c'è la sindrome dello yo-yo, quel fenomeno caratteristico di chi recupera chili, con gli interessi, cambiando taglia anche a distanza di pochi mesi. Il fallimento è in ogni caso maggiore quando l'obiettivo è solo la perdita (possibilmente rapida) dei chili e non il cambiamento radicale delle abitudini di vita.
A valutare la strategia più efficace per mantenere nel tempo la perdita di peso nelle persone adulte, è anche una metanalisi (cioè la revisione e l'analisi di più studi e dati), appena pubblicata dall'autorevole rivista scientifica British Medical Journal (http://www.bmj.com/content/343/bmj.d8042), firmatadai ricercatori dell'Università di Cardiff e di Glamorgan, nel Regno Unito, che hanno selezionato quasi un centinaio di lavori sul mantenimento del peso raggiunto dopo il calo ponderale tra i 918 studi più significativi pubblicati finora in letteratura. Arrivando alla conclusione che dare una svolta al proprio stile di vita, cambiando le proprie abitudini alimentari (meno calorie, meno grassi e più proteine e fibre), aumentando l'attività fisica e modificando il comportamento, è essenziale per mantenere più a lungo i risultati raggiunti, senza il classico effetto yo-yo. L'articolo analizza anche il ruolo della chirurgia antiobesità (utile sicuramente nei casi di obesità grave) e dei farmaci per dimagrire, senza però arrivare a conclusioni certe.
Concordi sulla necessità di un radicale cambiamento dello stile di vita sono anche le attuali linee guida NICE (il National Institute for Health and Clinical Excellence britannico): dopo la perdita di peso, raccomandano un ridotto apporto di grassi, una dieta ricca di fibre, l'aumento dell'attività fisica, la riduzione delle attività di tipo sedentario (diminuendo, per esempio, il tempo passato davanti alla televisione) e soprattutto l'automonitoraggio, cioè il controllo costante del proprio peso e del girovita, essenziale per non avere sgradevoli sorprese sulla bilancia.
Si tratta di principi importanti, ribadiscono gli esperti, da inserire per sempre nella vita di ogni giorno, se si vuole mantenere il peso raggiunto faticosamente dopo una dieta. Modificare il proprio comportamento rappresenta un altro passo importanteda non sottovalutare: significa imparare a controllare la quantità di cibo introdotta, capire cosa realmente provoca la fame, riconoscendo le circostanze emotive responsabili degli eccessi (la cosiddetta “fame nervosa”), e sviluppando tecniche che aiutano ad evitare le ”tentazioni”, vale a dire l’autocontrollo, essenziale durante il trattamento dietetico e per evitare di riprendere i chili.
0
0
0
0
0
Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

