Se la lingua cambia aspetto

di Brigida Stagno

La lingua è un indicatore valido della nostra salute e non solo per la medicina tradizionale cinese: cambiamenti del suo aspetto possono rappresentare veri e propri campanelli d’allarme, da riferire sempre al proprio medico. Normalmente rosea, con un aspetto brillante e regolare, soprattutto se l’igiene orale è accurata, la lingua può cambiare, assumendo un colore o un aspetto diversi: può essere gonfia, arrossata, patinosa, nera, ulcerata, assomigliare a una carta geografica, oppure diventare secca e arida.


 In caso di cattiva digestione, di intestino “pigro” o di una malattia febbrile delle vie respiratorie, la sua superficie può assumere un colore biancastro e un aspetto patinoso. Una lingua arrossata, di colore rosso vivo, secca e ricoperta di piccole chiazze di colorito bianco  deve invece far pensare al mughetto, un’infezione causata da un fungo, la candida albicans. Più frequente nel neonato, il mughetto può comparire però anche negli adulti, specialmente nelle persone molto anziane, dove è favorita dagli stati di grave debilitazione, dai trattamenti antibiotici o cortisonici prolungati e dalle protesi dentarie. E’ indispensabile trovare  quindi le cause per eliminarle. In alcuni casi è d’aiuto  regolarizzare la funzione intestinale, combattendo la stitichezza, o migliorare la cattiva digestione, mentre nel mughetto è consigliabile la terapia locale, usando una sospensione di antimicotico, applicabile come un collutorio.


A volte la lingua si ricopre lesioni biancastre tondeggianti circondate da un alone rossastro, le cosiddette “afte”, spesso dolorose e fastidiose, specialmente a contatto con cibi salati, acidi o piccanti, tanto da rendere difficile l’alimentazione. Le afte possono essere la manifestazione di anemia perniciosa, carenza di ferro o di acido folico, ma anche  o del morbo celiaco (intolleranza al glutine). E’ necessario eliminare gli alimenti irritanti, risolvere eventuali deficit vitaminici e utilizzare collutori specifici


 Quando la lingua aumenta di volume, soprattutto all’improvviso, si tratta spesso di un’allergia, più facilmente causata da un alimento o un farmaco. In gioco  può esserci però anche il  “mixedema”, dovuto a un’insufficienza della tiroide, l’acromegalia (una patologia causata da un tumore dell'ipofisi e da un eccesso di ormone della crescita, caratterizzata da una statura esagerata e da un aumento di dimensioni delle mani e dei piedi). Nel caso di una reazione allergica, bisogna ovviamente allontanare la causa scatenante e adottare una terapia antiallergica (antistaminici e cortisonici), mentre  in tutti gli altri casi va individuata la malattia di base per trattarla.


 Una lingua arrossata è spesso dovuta a un’infiammazione, la stomatite (infiammazione del cavo orale e delle gengive). Una lingua arrossata con papille molto rilevate (la cosiddetta lingua “a  lampone”), che appaiono come piccole protuberanze rosse e gonfie si ha, per  esempio, nella scarlattina e nello scorbuto (malattia  dovuta ad una carenza di vitamina C).


La lingua nera è un’affezione benigna, piuttosto frequente, caratterizzata da una colorazione nerastra della mucosa. Spesso la causa è l’uso prolungato di antisettici locali o antibiotici a largo spettro che alterano la flora batterica orale, oppure psicofarmaci che rallentano il flusso salivare e non una “malattia interna”, come pensano molti pazienti preoccupati. In effetti, il portatore di lingua nera spesso non ha sintomi, se si esclude l’alitosi,  una vaga nausea, l’alterazione del senso del gusto o un semplice disagio psicologico. E’ consigliabile in questo caso sospendere il trattamento responsabile, utilizzare collutori a base di bicarbonato di sodio e applicare una soluzione con vitamina A (o acido retinoico).


E la lingua geografica ( detta “glossite migrante benigna”)? E’ un’infiammazione della lingua, in cui la superficie presenta zone desquamate di colorito rosso, circondate da un bordo biancastro, che tendono ad estendersi, confluendo fra loro, e cambiando forma da un giorno all’altro. Non esiste alcun trattamento, ma sono utili l’igiene accurata dei denti e della lingua e l’eliminazione del fumo.


 La lingua plicata è invece un’anomalia congenita, caratterizzata dall’accentuazione dei solchi normalmente presenti sulla superficie, tanto da causare fessure profonde in cui possono accumularsi detriti alimentari, batterici o fungini, che portano a infiammazioni croniche. Oltre a un’accurata igiene orale, con risciacqui con acqua corrente dopo i pasti  per evitare il ristagno di cibo tra le pieghe della lingua, può essere utile un trattamento a base di antifungini o di collutori.

27 dicembre 2011
 
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