

Ci sono diverse ragioni per introdurre lo yogurt nella dieta, soprattutto in questo periodo, quando ci si sente stanchi, sensibili al freddo e facilmente vittime dei primi disturbi di stagione: è un alimento completo, come latte da cui deriva (si ottiene infatti dalla fermentazione del latte con lattobacilli), è indicato anche in chi soffre di intolleranza al lattosio, ricostituisce la flora microbica intestinale, combatte e previene la diarrea, contrasta il meteorismo e la sindrome del colon irritabile, rafforza il sistema immunitario. Ma attenzione. Per essere definito tale, lo yogurt deve contenere fermenti lattici vivi (come le tante specie di lactobacillus e bifidobacterium), la cui presenza e quantità vanno quindi sempre ricercate sull'etichetta. In caso contrario, si tratta solo di dessert.
Le virtù di questo alimento sono infatti dovute in parte proprio alla presenza di questi batteri, detti “probiotici”, cioè favorevoli alla vita e definiti nel 2001 dall'Oms e dalla Fao come “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, esercitano un effetto protettivo e utile sul benessere dell'organismo, in particolare dell'intestino, migliorandone l'equilibrio, rafforzando la funzione della barriera intestinale e combattendo la disbiosi (cioè le alterazioni della flora microbica intestinale).
Diverse ricerche scientifiche stanno dimostrando come la risoluzione di molte malattie passi proprio attraverso la modulazione della microflora batterica intestinale: dalla stipsi, al meteorismo, dalla diarrea, alle malattie infiammatorie intestinali, come Rettocolite ulcerosa e Morbo di Crohn, dall'acne, alle infezioni respiratorie, all'infezione da Helicobacter pylori in associazione a farmaci specifici, fino all'obesità. Del resto, è nota l'alterazione della flora microbica nei soggetti obesi e alcune ricerche scientifiche suggeriscono che assumere bifidobatteri durante l'infanzia e fin dalla nascita, quando il sistema immunitario infantile è ancora “vergine”, aiuterebbe a prevenire obesità e sovrappeso da adulti.
L'assunzione regolare di probiotici potrebbe giovare anche agli sportivi, soprattutto durante gli allenamenti nel periodo invernale e durante lo stress da gara: in un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Sport Nutrition and Exercise Metabolism, è stato dimostrato che l’assunzione di Lactobacillus casei Shirota per 4 mesi durante un intenso allenamento ha ridotto del 36% l’incidenza di infezioni del tratto respiratorio superiore. Prendere ogni giorno lo stesso probiotico, secondo un altro studio firmato dall'italiano Claudio Nicoletti, dell’Institute of Food Research di Norwich (UK), potrebbe anche modificare le risposte del sistema immunitario al contatto con i pollini, causa frequente di riniti allergiche stagionali.
Quanto basta, insomma, per prendere la buona abitudine di assumere ciclicamente questi batteri “buoni”, contenuti nello yogurt e nei latti fermentati, aggiunti ad altri alimenti o in vendita in fialette, capsule, polveri. In questi ultimi anni è cresciuto l'interesse per gli alimenti funzionali, (i cosiddetti “functional food”, alimenti veri e propri, ai quali è stato aggiunto con un trattamento tecnologico un componente con effetti positivi su funzioni dell’organismo) e la comunità scientifica sta facendo passi avanti ampliando le aree di applicazione di questi microorganismi.
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