Dopo le vacanze in agguato la sindrome da rientro: ecco come affrontare il lavoro nel modo giusto

di Brigida Stagno

Mal di testa, raffreddore, calo dell'attenzione, stanchezza, problemi digestivi, malinconia, dolori muscolari, ansia, nervosismo, sonnolenza, disturbi intestinali: in gioco potrebbe esserci la cosiddetta “sindrome da rientro”, chiamata dagli americani anche “Holiday Blues”, la depressione post-vacanze in agguato per chi ritorna alla normale vita quotidiana in città ( rientro al lavoro, traffico, corse per accompagnare i figli, scadenze, orari da rispettare) e di cui tanto si parla in questo periodo. Il disagio, fortunatamente, dura pochi giorni: il tempo necessario per riabituarsi alla nuova situazione, e che varia da persona a persona.


Alcuni fattori favoriscono però l'insorgenza dei disturbi, che secondo i dati Istat colpirebbe una persona su dieci: una vacanza superiore ai 30 giorni e un rientro brusco, un viaggio avventuroso, magari in paesi con tradizioni e religione diversa, che comportano un maggiore distacco rispetto alle abitudini di vita, l'allontanamento totale dal lavoro e dai mezzi di comunicazione, le eccessive aspettative nelle ferie, il ritorno a un lavoro precario, un carico di impegni professionali eccessivo, ma anche la propensione all'ansia o alla depressione, così come la scarsa capacità di affrontare il futuro con ottimismo e grinta.


Ma esiste un modo per superare alla svelta la sindrome da rientro? Alcuni consigli possono tornare utili per riprendere la routine quotidiana nel modo migliore: ricominciare il lavoro gradualmente, magari anticipando il rientro di qualche giorno, riprendere al più presto uno stile di vita regolare con i giusti ritmi veglia-sonno, fare attività fisica e mangiare nel modo giusto, anche per perdere i chili eventualmente accumulati in vacanza, ritagliarsi del tempo da dedicare a sé stessi.


L’esercizio fisico, soprattutto se praticato all’aperto, aumenta i livelli nel sangue di endorfine, le sostanze prodotte dal cervello dotate di proprietà antidepressive e euforizzanti. L'attività fisica amatoriale produce un effetto positivo sul sistema immunitario e aiuta a smaltire il grasso in eccesso. Via libera, quindi, a passeggiate (almeno mezz'ora al giorno a passo veloce), bicicletta, nuoto e altri sport praticati senza troppo stress, per mantenersi attivi e non interrompere drasticamente i benefici delle nuotate o delle passeggiate.


L'alimentazione ha un ruolo importante nel ridurre i sintomi della sindrome da rientro, in particolare i disturbi intestinali, come la sindrome dell'intestino irritabile, il meteorismo o la stitichezza, e soprattutto se in vacanza ci si è nutriti in maniera disordinata e sbilanciata: vanno limitati il caffè, i fritti, gli insaccati, l'alcol, i cibi molto piccanti e il latte, così come gli eccessi, mentre è consigliabile consumare la frutta lontano dai pasti. E' preferibile fare piccoli pasti durante la giornata, composti da piatti semplici, poco elaborati e ben cotti, introducendo molta acqua naturale, frutta e verdura, carni magre e pesce. Gli acidi grassi omega 3, contenuti nei pesci grassi (sgombro, merluzzo, pesce spada, tonno, trota, sardine, e aringhe), ma anche in cereali, noci, legumi, hanno proprietà antiossidanti perchè inibiscono la formazione dei radicali liberi e svolgono un'azione trofica sul sistema nervoso centrale, aiutando a migliorare la qualità del sonno e dell'umore e favorendo la concentrazione e la memoria.


Quanto ai i probiotici, di cui è ricco lo yogurt, è utile assumerli sempre al ritorno dalle vacanze, per limitare la produzione dei gas intestinali e ripristinare l'equilibrio della flora batterica intestinale.

05 settembre 2011
 
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