Che errore, rinunciare a Paolo Limiti. Finalmente è tornato su Rai1 per la gioia del pubblico anziano

di Mariano Sabatini

Su Paolo Limiti le ironie si sono sprecate più del giusto. Si tratta di un uomo, prima ancora che di un autore e un presentatore, dalla personalità ben delineata, inconfondibile direi, ed è per questo che imitatori e detrattori hanno buon gioco. Difficile, infatti, attaccare o satireggiare personalità incolori. Dopo i fasti degli anni Novanta nei pomeriggi di Rai1 e poi di Rai2, e dopo l’exploit di Domenica in nel 2004, Limiti è stato a lungo, e ingiustamente, tenuto lontano dalle telecamere del servizio pubblico. Qualche ospitata e nulla più, per via dell’ostracismo di Fabrizio Del Noce, all’epoca responsabile della prima rete, che non apprezzava la sua televisione.


L’ingiustificato esilio ha lasciato orfani schiere di telespettatori in là con gli anni che nel piccolo schermo intravedono un’ancora di salvezza, nel vuoto di pomeriggi solitari, con figli e nipoti impegnati altrove ad inseguire la vita. Rinunciare al garbo e alle capacità di Limiti, affabulatore di notevole cultura non solo nell’ambito dello spettacolo leggero, ha rappresentato dunque un vulnus per la tv pubblica. Non a caso ho accennato prima al servizio pubblico, perché anche intrattenere degnamente il target di cui sopra – importante sia dal punto di vita numerico, sia per il riguardo che gli si deve – corrisponde in pieno alla missione più alta e condivisibile di mamma Rai. Lo sapeva Luciano Rispoli (fu lui, tra l’altro, a scritturare per primo Limiti) che dedicò Argento e oro, parliamo degli anni Ottanta, proprio ai più anziani.


Da qualche giorno, grazie ad una felice decisione di Mauro Mazza, Paolo Limiti è di nuovo al suo posto su Rai1, nella collocazione di Antonella Clerici. A Estate con noi in Tv si rivela il solito brillante cantore delle cose belle del tempo che fu, capace di dirti vita morte e marachelle di una vecchia star di Hollywood, meglio se consunta e molto kitsch; di rievocare l’istante preciso in cui Migliacci inserì quel termine in Pasqualino Marajà oppure cosa mangiò Mina prima della “prima” di Studio Uno; bravissimo ad aggregare attorno a sé talenti d’antan (con lui hanno avuto nuovo fulgore i veterani Nilla Pizzi, Carla Boni, Wilma De Angelis, Narciso Parigi…) o più giovani. È Tv vecchio stile, curatissima e ricca di contenuti; ma la nuova (?) decisamente non ci sta dando prove migliori, intrisa com’è di morbosità e violenza.


Giusto non proporre solo repliche in estate ma, considerati gli eccellenti risultati d’ascolto che sta ottenendo, magari al settimo piano di viale Mazzini vorranno trovare a Limiti uno spazietto in palinsesto e confermarlo nella stagione televisiva autunno/inverno. All’indecente centro anziani di Uomini e donne over della De Filippi su Canale 5, in molti preferiranno il piacevole “casino di conversazione” di Limiti.

13 luglio 2012
 
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