Morandi al Festival anche nel 2013? Non se ne parli proprio... E si porti via anche il direttore artistico!

di Mariano Sabatini

Abbiamo un governo tecnico e dall’Ariston ci stanno facendo una testa così con questa storia dello “stiamo tecnici”, tormento dello sfinimento lanciato da nonno Gianni e dal suo valletto Rocco Papaleo. L’attore potentino, con quei maglioni di grana grossa, la Basilicata coast to coast dipinta in faccia e gli occhi stroboscopici che afferrano, fa molto classe operaia che va in Paradiso e si conferma il cane lupo del presentatore della 62esima edizione del Festival di Sanremo. Interviene spesso e volentieri a trarre dagli impacci l’adorabile picchiatello di Monghidoro... peccato che quello di Jerry Lewis fosse un personaggio, recitato a copione, mentre Morandi non ci fa ma ci è.


Con la caterva di altri nomi il cantante compare tra gli autori del Festival, nonostante ciò incespica negli snodi di scaletta e lo sentiamo dire, nella serata dei duetti tra italiani e stranieri, “il migliore sarà premiato, credo, dalla sala stampa”. Caspita, non è lui il presentatore? Dovrebbe essere lui a darci certe informazioni! Non parliamo della corvée linguistica a cui la situazione lo ha costretto: l’inglese dei titoli spesso si è attaccato al lavoro del suo dentista e se avesse avuto la lingua grande come le mani di sicuro sarebbe inciampato in quella. Olga Fernando avrebbero dovuto tatuargliela.


E non si tratta solo dell’inglese: Goran Bregović è diventato prima Kuzminac e poi Bregoviz… E non si tratta solo di lingue. A José Feliciano, cieco dalla nascita, è riuscito a chiedere dove fosse la sua chitarra e poi, rivolto ad Arisa, “come lo aiutiamo a sedersi?”. Insomma, Morandi si conferma il degno erede di Mike Bongiorno, ma solo per l’attitudine alle gaffes.


Ho letto da qualche parte che il Nostro si autocandida a condurre anche la gara canora del 2013 e forse, rimanendo in zona tecnica, rifacendosi alle nuove misure pensionistiche del governo Monti spera addirittura di poter frantumare il record di Pippo Baudo. Mai il verbo frantumare fu più indicato…


A proposito di eterni ritorni. Se un merito possiamo attribuire alla slavina Celentano - come insinuato da Paolo Conti sul Corriere della sera – è l’ipotesi che la Rai rimetta in discussione il potentato del direttore artistico Gianmarco Mazzi. Sarebbe auspicabile per riattivare il circolo virtuoso di nuove idee ed energie. In ambito musicale il rinnovamento dovrebbe essere una vocazione, prima che un dovere. Invece, saranno solo canzonette ma in troppi vogliono tenersele strette.




17 febbraio 2012
 
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