Otto a Conti, 5 a Formigli: a questo punto della stagione Tv diamo la pagella

di Mariano Sabatini

Gli studenti di ogni ordine e grado sanno che dopo le feste arriva l’amaro, per alcuni il dolce, delle pagelle di primo quadrimestre. Facciamo valere il principio anche per i privilegiati protagonisti del piccolo schermo, pescando qui e là – con il solo criterio della discrezionalità – nei palinsesti delle varie reti.


Doveroso cominciare col campione di ascolti Fiorello, il suo #piùgrandespettacolodopoilweekend ha rinverdito i fasti degli show eleganti basati sul talento: darei un nove alle capacità istrioniche del conduttore e un quattro alla totale mancanza di autoironia, che gli ha impedito di incassare con stile i pochi dubbi critici sul suo lavoro. Merita un otto pieno Carlo Conti, soldatino della Rai, capace di garantire il prodotto con I migliori anni, gradevole rievocazione canora in chiave pop, e L’eredità, quiz preserale accattivante nonostante la ripetitività di certi meccanismi. Tre ai tentativi di Mauro Mazza di far indossare a Pupo (Mettiamoci all’opera) e Pino Insegno (ultimo avvistamento allo Zecchino d’oro) i panni di bravi presentatori di Rai1. Sette a Fabrizio Frizzi, rassicurante, professionale, educato. Otto a Magalli, per l'intelligenza viva, cinque ai Fatti vostri. Sette a Venier e Liorni, sei a La vita in diretta.


Un due alla totale assenza di creatività della struttura intrattenimento Mediaset, poiché su nessuna delle reti del Biscione abbiamo potuto vedere uno show degno del nome che non ricalcasse percorsi già segnati. Come C’è posta per te (sette), Scherzi a parte, a cui approderanno Luca e Paolo per somma intuizione, o Io canto. A questo proposito, si guadagna un "non classificato" l’uso dei bimbi da parte della Clerici a Ti lascio una canzone e di Gerry Scotti nell'omologo di Canale 5.


Zero spaccato alla sovrabbondanza di cronaca nera su tutte le reti, perché sensibilità e professionalità (Franca Leosini docet) non si improvvisano.  Amore criminale su Rai3 (quattro) è servito a Camila Raznovich solo per procurarsi un passaggio a La7.


In ambito informativo, al di là delle giuste polemiche,  si guadagna un sette la disponibilità di Alberto Maccari a traghettare, a un passo dal pensionamento, il Tg1 verso la risalita di ascolti e credibilità. Si segnalano timidi segnali in tal senso, addirittura col ritorno della veterana Tiziana Ferrario alla conduzione. Otto a Enrico Mentana, in grado col suo Tg di dare la scossa benefica a tutta La7: sarebbe stato un nove pieno, se non fosse stato per la “scemeggiata” delle dimissioni e del tiramolla col cdr. In servizio permanente effettivo c’è sempre Emilio Fede, le cui performance su Retequattro hanno senso solo per i fuorionda di Striscia la notizia. Tre alla confezione disinvolta del Tg4, sette alle sfuriate tragicomiche del direttore: media cinque.  Il coraggio di Michele Santoro, che sperimenta fuori dai grandi network, si guadagna un otto;  su La7, Corrado Formigli spreca l’occasione della vita, per l’incapacità di rinunciare a certi modelli di sicura resa (cinque). Sette a Ballarò, con le infinite risse tra politicanti da combattimento. Otto ad Andrea Vianello che al mattino porta ironia e temi concreti nel dibattito politico con Agorà su Raitre. Pronto per la prima serata.


Parlando di reality show, tre all’insistenza del Grande fratello, a cui non rimarrebbe che prendere atto del proprio insuccesso; due agli eterni ritorni dei soliti vip di noantri all’Isola dei famosi. Udite udite: Al Bano, Flavia Vento, Carmen Russo, Valeria Marini… Come dire, giacenze a stock. All’unico sopravvissuto tra i talent show, X Factor su SkyUno, va un otto per il livello delle aspiranti pop star, un sette per la conduzione (Cattelan) e l’attitudine polemica dei giudici, con le new entry Arisa ed Elio. Simona Ventura fin troppo spesso svalvola, ma tutto fa spettacolo.


Tra i cooking show si fa largo - come potrebbe essere altrimenti? - Benedetta Parodi coi suoi Menù, gradevole mix di goffaggine, spontaneità, praticità. Sette pieno. Sette anche al redivivo Claudio Lippi, professionale supplente della Clerici a La prova del cuoco. Troppo presto, invece, per assegnare un voto a Tiberio Timperi, chiamato a sostituire la panciuta Maya a Verdetto finale (cinque). Quattro a Forum. Due a Uomini e donne.


Su tutte le reti generaliste la fiction italiana rimane il punto dolente dei palinsesti, per la monotonia dei plot e la resa registica ai limiti dello scolastico. Si distingue Tutti pazzi per amore (sette) su Rai1, a rischio routine. Mentre l’arrivo su Retequattro del serial Downton Abbey (nove), con attori meravigliosi: Maggie Smith su tutti, conferma la superiorità delle produzioni straniere. Si raccomandano su Sky: American horror story (otto), Call me Fitz (sette), Terranova (sette).


I giochi sono tutti aperti. Siamo messi bene, siamo messi male? Ai telespettatori l’ardua sentenza. Telecomando alla mano.




03 gennaio 2012
 
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