Anche Milena Gabanelli passa a La7? L’esperienza di Santoro ci dice che altre realtà sono possibili

di Mariano Sabatini

Sono stato in qualche modo protagonista, e sicuramente testimone vicino, di un piccolo giallo editoriale, tra smentite, ritrattazioni, annunci di querele, rappacificazioni. L’editore Aliberti mi aveva recapitato il nuovo libro di Enrico Vaime, acuto commentatore di Coffee break su La7, e per primo – poi ripreso da Dagospia – ho rilanciato le dichiarazioni del commediografo e autore televisivo di lunga e onorata carriera su Enrico Mentana (con cui poi si è scusato), sulla Rai e La7, che hanno provocato la tempesta – in una tazzina d’acqua - di cui sopra.  Il volumetto, scritto con Luca Sommi, s’intitola A sinistra nella foto perché la copertina effigia Vaime affiancato da un bellissimo cagnolone e, al di là del giudizio sul direttore del TgLa7, colpisce un’altra riflessione su quella stessa rete: “La7 è la Rai non ancora invasa, però sta per essere invasa anche lei. Basta aspettare qualche mese e diventa una piccola Rai”.  


Allora, facciamo l’appello. È arrivato il direttore Paolo Ruffini da Rai3, la Gruber è lì da tempo, ci sarà Serena Dandini con un nuovo show satirico del sabato sera in prima serata, Roberto Saviano e Fabio Fazio ricollocheranno da quelle parti Vieni via con me e, a quanto scrive il Giornale, persino Milena Gabanelli starebbe vagheggiando di lasciare Rai3 – con tutte le angherie che è costretta a subire, unite a un compenso del tutto inadeguato al prodotto garantito –  e spostare le sue pregevoli inchieste sulla rete Telecom. Mentre l’ingegner De Benedetti, editore di Repubblica, ammette che gli piacerebbe comprare La7, se fosse messa in vendita, dobbiamo registrare questa tendenza a farne una sorta di confino per professionisti della Tv rigettati dal servizio pubblico. Vocazione editoriale lodevole, sebbene modesta.


Ma l’esperienza di Michele Santoro dovrebbe darci un’altra indicazione. Giorni fa, durante la farsa delle dimissioni, Enrico Mentana ha infatti buttato là che, semmai dovesse lasciare La7, penserebbe a replicare l’esperimento produttivo dell’anchorman salernitano, al fuori dei grandi network. Ieri sera, all’ultimo appuntamento di Serviziopubblico prima della pausa festiva, Santoro ha ribadito (testo raccolto da TvBlog), rivolgendosi ai telespettatori: “Dovete essere fieri di aver fatto vivere un pezzo di servizio pubblico su una rete zero, ovvero su una rete che parte sempre da zero, quando comincia le sue trasmissioni. Ci rivedremo il 12 di gennaio, di giovedì, per una nuova serie come vi avevo promesso”.  Il telesogno di Santoro, dunque, prosegue e lascia sperare in un nuovo assetto mediatico. In questo periodo siamo legittimati a sognare un bel regalo.




23 dicembre 2011
 
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