

A sfogliare i giornali - settimanali ma anche i quotidiani (in teoria ed origine organi di informazione più “seri”) - si ha la sensazione che sovrabbondino di interviste a divi e più spesso a divetti del piccolo schermo di cui si stenta a ricostruire la provenienza: quale telefilm, quale contenitore del mattino, quale talk li ha generati e non creati? Insomma, ci si chiede perché e come siano assurti al ruolo di notabili… con diritto all’esternazione. Difficile rispondere perché, come insegna il saggio Cherubini, risposta non c’è. L’unica misura adottabile sarebbe quella cautelare, ridimensionare il ricorso all’intervista, destinandola ai soli veri protagonisti. E anche quelli, sovente, la fanno fuori dal vasino, come si dice.
Si abbandonano a egotismi, si autopromuovono, chiariscono, contrappuntano, rettificano, analizzano, approfondiscono, si “pettinano” le interviste a piacimento. Chiariamolo una volta per tutte, il benemerito articolo 21 della nostra costituzione sancisce il diritto alla libera espressione del pensiero, non l’obbligo. Procedo a memoria. Al Giffoni Festival Luciana Littizzetto avrebbe dichiarato, bontà sua, che i programmi di Maria De Filippi fanno schifo. La signora Costanzo non ha gradito, si è “concessa” a Chi e apparecchiato una bella controreplica: se fanno schifo i miei figlioli mediatici, ha detto in sostanza la virile presentatrice, allora vuol dire che faccio schifo io.
Affermazione coraggiosa, che potrebbe scatenare facili ironie e applausi infidi. La Litti l’ha delusa, anche in considerazione del sontuoso cachet intascato in occasione della partecipazione, suppongo, a C’è posta per te. Ora, sommessamente, il giornalista di Chi avrebbe potuto far notare all'intervistata che Uomini e donne con tutta la buona volontà non si discosta dal concetto di schifo. Su un altro periodico, Beppe Fiorello, che agli esordi amava farsi appellare Fiorellino, si lascia andare alle rivendicazioni. Non è contento delle tante repliche delle sue fiction su Rai1, non già perché l’offerta televisiva di queste settimane meteorologicamente calde è scadente, bensì per il conto bancario che langue.
In quanto per le emissioni successive alla prima non è previsto compenso aggiuntivo. Come se i contratti degli attori televisivi non fossero già abbastanza sontuosi. Oltretutto, non pago della pubblica doglianza, Fiorello Jr si dispiace della scarsa utilizzazione che il cinema fa della sua persona. Per la serie, scontento a tutti i costi. Sulla stessa scia, Giorgia Palmas, ex “velina” di Striscia la notizia miracolata vincitrice dell’Isola dei famosi, fa sapere che a distanza di tre mesi ancora non ha visto un euro dei soldi in premio. Stenteremo a prender sonno al pensiero che la soubrette non possa arrivare alla fine del mese. Anzi, ideona, potremmo organizzare una colletta con le monetine risparmiate evitando di acquistare e leggere i giornali riempiti con simili amenità.
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