La democrazia dei media punta sul candidato telegenico

di Giampiero Mughini

A poche ore dal computo di voti espressi alle elezioni, che il nuovo presidente americano sia il democratico Barack Obama mi pare molto più che probabile. E del resto, dopo le due tornate presidenziali targate George Bush, sarebbe stato difficile per qualsiasi candidato repubblicano farcela. A me piacciono i perdenti, e dunque vorrei spendere due parole su John McCain premesso che non sono certo uno specialista di affari interni agli Usa. La domanda che vi faccio è questa. Quanto ha contato per la sua probabile sconfitta il fatto che avesse 72 anni e che li mostrasse tutti nella sua faccia e nel suo corpo?


Molti commentatori dicono che ha contato eccome. E questa non è una buona notizia per la democrazia, che è cosa affatto diversa dalla democrazia massmediatica. Nella democrazia massmediatica l'avere 72 anni è un handicap, seppure avere oggi 72 anni è come averne avuti 60 ancora quarant'anni fa. Oggi non ti si perdona di non essere glamour, snello, aitante. La coalizione italiana di centro-sinistra alcuni anni fa sostituì Francesco Rutelli a Giuliano Amato come suo candidato alla premiership nelle elezioni del 2001. Il perché è fin troppo evidente, ma anche quella non era una buona notizia per la democrazia. Se le cose fossero andate sempre così, Winston Churchill non sarebbe stato il capo dell'Inghilterra indomita che vinse la Seconda guerra mondiale. Né Charles de Gaulle sarebbe stato il salvatore della democrazia francese negli anni a cavallo tra i Cinquanta e i Sessanta. Né Alcide De Gasperi sarebbe stato il mirabile leader della ricostruzione civile italiana nel secondo dopoguerra.


A quel tempo la televisione non esercitava ancora la sua dittatura e il tratto più importante di un leader politico non era la sua giovinezza e la sua telegenia. Lungi da me pensare che Obama vincerà perché giovane e perché sprizza energia telegenica da tutti i pori, fin troppa ai miei occhi. Vorrei solo chiedere a chi sta entusiasticamente dalla parte dei democratici americani, e dunque di Obama, che ne sarebbe stato di un'elezione in cui i ruoli telegenici fossero stati invertiti. Nell'ipotesi in cui il candidato democratico fosse stato un 72enne magari provato da una prigionia spietata, e il candidato repubblicano una specie di Arnold Schwarzenegger giovane. E' solo una domanda. Quanto al chiaro e allo scuro del personaggio McCain, raccomando a tutti la lettura di un bellissimo libro di Edgar Foster Wallace, il grande scrittore americano morto suicida a 46 anni, contenuto nel volume einaudiano Considera l'aragosta. Tanto per capire meglio, e non essere succubi della telegenia. Buona lettura.


16 ottobre 2008
 
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