Il difetto sta nel manico: due o tre cose che credo di sapere sull'evasione fiscale

di Giampiero Mughini

Ormai quotidianamente i giornali italiani ci sbattono in faccia un dato di per sé agghiacciante. Il quadro della ricchezza italiana per come risulta dalle dichiarazioni dei redditi, categoria professionale per categoria professionale. Da cui risulta che lavoratori autonomi di cui diresti che hanno dei buoni lavori e delle buone fonti di reddito, sono pressoché alla fame. Gli albergatori italiani denunciano in media un imponibile lordo di 11mila euro, con cui dubito arriverebbero a fine mese, e forse neppure al 20 del mese. Gli orafi sono anch'essi alla fame, 12mila e 300 il loro reddito medio. I produttori di olio peggio che andar di notte, lo fanno per passione con i loro 7700 euro di ricavo medio. I tassisti ne dichiarano in media 14mlia e 200. Partirò da loro, perché è una categoria professionale con cui ho avuto molto a che fare. Non so guidare, non ho macchina e quindo uso il taxi quando devo andare da qualche parte per lavoro.


Parlavo con un tassista, qualche giorno fa. E gliela dicevo questa faccenda delle loro dichiarazioni di reddito. Lui mi ha detto che la sua era di parecchio superiore a quella media della categoria. Detto questo, ammetteva che lui un po' di evasione la faceva. Non so dire quanto. "Non la facessi, non potrei mandare a scuola i miei due figli", così mi ha detto. Tradotto in lingua italiana: se lui pagasse tutte e tutte intere le tasse che lo Stato gli chiede la sua vita ne sarebbe talmente amputata da non riuscire a mandare a scuola i suoi figli. E' un ragionamento il suo che va solo maledetto e punito? Io non ne sono sicuro, e vi sta parlando uno che è fra i primi 70mila contribuenti italiani e non c'è una lira del mio reddito che non venga dal lavoro fatto, dichiarato e fatturato. Io le tasse le pago sino all'ultimo centesimo ma vi confesso che se potessi qualcosa la metterei via. Se potessi, lo farei. Se potessi quella tal conferenza o prefazione a un libro o partecipazione a una trasmissione televisiva, preferirei senz'altro ricevere dei soldi im mano tenuti assieme dall'elastico. Andare a lavorare quando sai che devi poi dare il 52 per cento allo Stato è straziante. Non ho figli da sfamare o da mandare a scuola e va bene così. Ho già compilato i due F24 che pagherò domani per dell'Iva che non ero riuscito a pagare per tempo e che pagherò caricata di penale e di interessi. Perché non l'avevo pagata? Perché non avevano pagato il mio lavoro. Semplice. A questo siamo, a una giungla dove tutti lottiamo per la vita e per la morte contro tutti.


In buonissima parte gli evasori sono dei mascalzoni, e non capisco perché quando scovano un evasore totale non lo schiaffino in cella. La cultura dell'evasione fiscale è di per sé un crimine. Ma se un artigiano che lavora dieci ore al giorno e ne ricava un reddito minimo, nasconde al fisco una parte di quel reddito io non me la sento di lapidarlo. L'ho sentito dire a molti miei amici che hanno un negozio o cose del genere. "Se io pagassi tutte e tutte intere le tasse che mi chiede lo Stato chiuderei domattina" mi raccontano.


Il difetto, o meglio il crimine, è nel manico. Da una parte ci sono gli evasori fiscali, piccoli, medi e grandi. Dall'altra parte c'è uno Stato che di questa evasione sa tutto o quasi tutto e anche se non riesce a bloccarla. Da qui aliquote irreali sui redditi dichiarati, nel presupposto che se tu dichiari 100 vuol dire che hai incassato 200. E dunque ti puoi permettere di pagare quelle aliquote devastanti perché battono soltanto sulla metà del tuo reddito. Se invece tu hai guadagnato 200 e 200 dichiari, allora i tuoi conti con il fisco diventano drammatici. Ci sono lavori e lavoratori che quel carico fiscale non lo potrebbero sopportare. Sto parlando per l'appunto di lavoratori autonomi, di gente che se si ammala non prende più un euro, di gente che il lavoro oggi c'è domani no, di gente che alza al mattino la serranda e non se qualcuno entrerà a comprare e pagare. Vogliamo parlare di tutto questo con spirito di verità e senza guerre di religione?

30 gennaio 2012
 
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