Ecco la parola magica che moltiplicherà pani e pesci, "liberalizzazioni"

di Giampiero Mughini

Nel linguaggio della politica italiana è entrata una parola nuova che ha tutta l'aria di avere del miracoloso. La parola "liberalizzazioni", e anche se nemmeno quelli che la pronunciano sanno bene di che si tratta. "Liberalizzare" le edicole, i taxi, le farmacie, il numero dei notai, le professioni tipo avvocati e giornalisti, e altri ancora. Moltiplicare i pani e i pesci? Sembrerebbe, e non c'è momento della nostra storia recente in cui avessimo più bisogno di miracoli. Premetto che non ho parenti né fra i notai né fra gli edicolanti né fra i taxisti. Solo che alla moltiplicazione dei pani e dei pesci non ci credo. La mia opinione è che o il motore della macchina economica ricomincia a rumoreggiare, oppure siamo qui a dividerci il poco di trippa che è rimasta e solo quella.


Prendiamo i taxi. Ne parlo perché conosco bene il settore. Non ho macchina privata e non so guidare, e da oltre quarant'anni se devo andare a fare un lavoro prendo un taxi. Qui a Roma la situazione dei taxi, voglio dire il numero delle auto bianche (circa 8000), mi sembra soddisfacente dopo l'incremento di un oltre un paio di migliaia di licenze voluto dal sindaco Walter Veltroni alcuni anni fa. Nove volte su dieci, i taxi li trovi con grande facilità. Se alle undici di sera tre eurostar sbarcano contemporaneamente 3000 persone, è del tutto evidente che coloro che si metteranno in fila per prendere un taxi con cui tornare a casa aspetteranno tra i dieci e i venti minuti. Per il resto della giornata il rapporto tra la domanda di taxi e l'offerta di texi è armonico.


I problemi sono due. Ciascuno di noi ha meno soldi per prendere i taxi e dunque usa i mezzi pubblici. Quanto al prezzo della corsa è determinato al cinquanta per cento dal traffico e non dalla tariffa (che peraltro è stabilita dal comune e non certo da una trattiva privata fra cliente e tassista). Se per le strade di Roma si cammina a passo d'uomo, ovvio che quando scenderai dal taxi pagherai una bella cifretta. E allora perché scatenare questa guerra di religione contro una categoria col rischio di trasformare le grandi città in un campo di battaglia tra le auto bianche e il resto della popolazione? Personalmente non lo capisco. Ho ascoltato e letto interviste di giornalisti che parteggiavano per le "liberalizzazioni" e che interrogavano dei tassisti esperti. Tra i primi e i secondi non c'era gara, nel senso che i primi non sapevano neppure di che cosa si stesse parlando.


Discorso diverso per farmacie e notai, postazioni professionali privilegiate perché protette le une e gli altri da una sorta di "numerus clausus". Un po' più di farmacie e procedure più snelle per vendere i farmaci che non hanno bisogno di ricetta, questo sì senz'altro. Qualche notaio in più e magari abbassare le tariffe minime di questa categoria professionale di certo privilegiata (di tutti i professionisti sono quelli che stano in testa quanto a dichiarazioni dei loro redditi), questo sì sens'altro. Anche qui non aspettatevi moltiplicazioni dei pani e dei pesci, i farmaci e i notai continueranno a costare come prima, soltanto un tantino meno di prima.


Quanto alle liberalizzazioni delle professioni, vedo che gli avvocati sono furibondi. Non metto becco, perché del loro lavoro non mi intendo. Mi permetto di mettere becco quanto al lavoro dei giornalisti, che da quarant'anni è il mio. Lì purtroppo non c'è alcuna "liberalizzazione" da attuare perché è già avvenuta e dolorosamente nei fatti. All'apparenza i giornalisti sono protetti da un sindacato molto combattivo e si adornano di un Ordine dei giornalisti che è solo un pennacchio patetico che non serve a niente.


Il punto è che di trippa in quel settore non ce n'è più. Da ormai una decina d'anni i giornali di carta vendono sempre meno e se vuoi lavorare in un giornale te la sogni l'assunzione a tempo pieno con tutte le protezioni che aveva un tempo la nostra categoria. Vuoi scrivere su un giornale di quelli che vendono gratis alle uscite della metropolitana? Nessun problema, nessuna burocrazia da scavalcare. Lo puoi fare in tutta tranquillità, se appena sai mettere il soggetto e il predicato al loro posto. Il fatto è che te lo pagano cinque euro se ti va bene. Quando c'è miseria è miseria, quando di trippa non ce n'è non ce n'è proprio. altro che "liberalizzazioni". Ci vorrebbe Gesù Cristo, quello che camminava sulle acque.

17 gennaio 2012
 
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