Non ho niente contro la Carfagna, ma il nuovo ministro Severino merita un doppio applauso

di Giampiero Mughini

Mentirei se negassi di sapere poco su tanti dei nuovi ministri e ministre del governo presieduto da Mario Monti. Non sono facce televisive e bensì facce di gente che ha una storia professionale e un curriculum.

Su tutte mi ha colpito il nuovo ministro della Giustizia, l'avvocato Paola Severino, di cui qualcuno direbbe che è "diversamente abile" e di cui io dico con semplicità che le manca un braccio. E dunque una donna che è arrivata al vertice della sua professione e della sua materia pur con un handicap non piccolo. E dunque una donna da ammirare e da applaudire due volte. Non ho nulla ma proprio nulla contro la bellissima Mara Carfagna, una che arrivava al seggio di ministro avendo come curriculum un po' di sgambettamenti in televisione e di cui il conduttore che la aveva avuta a fianco disse che mai e poi mai l'aveva sentita parlare o appassionarsi di politica. Non ho mai scritto una parola avversa alla Carfagna. Di certo preferisco che sul proscenio della politica si presenti una come la Severino. Mi piace molto quella donna, non lo nego. E' cambiata un'era?


Staremo a vedere, e purché nessuno faccia il tifo contro Monti e la sua squadra perché ne va di mezzo il nostro Paese. Aspettiamo, aspettiamo i fatti, che saranno difficili quando si tratterà di decidere medicine che sanno di amaro e tanto più che i partiti più grandi sono lì col fucile puntato e al primo sgarbo spareranno. Niente Gianni Letta e niente Giuliano Amato nel governo, come a dire che i due massimi partiti non vogliono bagnarsi piedi e mani in questa difficile avventura.  E laddove io reputo stupidissimo il ritornello di quanti sostengono che la "democrazia" è stata violata, che il nuovo premier non è stato eletto con un solo voto, che i nuovi ministri sono soltanto dei "tecnici", non della gente che s'è conquistata il consenso popolare. E' una retorica che mi lascia freddo come il ghiaccio. Il voto popolare non sempre è una manna divina. Fu la grande quantità di voti popolari a lanciare nell'olimpo della politica tedesca Adolf Hitler, e di esempi simili ne potremmo fare a centinaia. La Carfagna aveva avuto i voti e l'avvocato Severino no? Non diciamo sciocchezze, e a parte il fatto che i voti alla Carfagna glieli fece avere Italo Bocchino, il dirigente di An che la ammirava molto, anzi moltissimo. E benché avesse una sposa.


Staremo a vedere. Sì, però credo che un'era sia finita. L'era dei bellimbusti e delle bellimbuste televisive. Vi ricordate quella sciacquetta napoletana alla cui festa di compleanno il nostro premier si era precipitato? In un'intervista la ragazzuola impudente disse che "Papi" non aveva ancora deciso se lanciarla nel mondo dello spettacolo o in quello della politica. Magari la sciacquetta lì dov'è adesso un ministro senza un braccio. Se non è stato orrore quello,  voglio dire gli anni recenti della nostra vita pubblica, non so che cosa sia l'orrore. Auguri, presidente Monti

17 novembre 2011
 
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