I cinque cerchi diventano una bolla di sapone. Soldi risparmiati

di Massimiliano Morelli

L'Olimpiade è saltata, ma non ci voleva certo uno scienziato per fare i conti della serva. Avrebbe rappresentato un costo per i contribuenti, altro che sponsor sciuponi e ritorno economico senza eguali. Altro che posti di lavoro, altro che indotto. Ironicamente viene da scrivere che è la prima scelta azzeccata del nuovo Governo, ma non ne voglio fare una questione politica. Voglio parlare di soldi che non ci sono, di "buffi" e di famiglie che non arrivano a fine mese. La migliore dichiarazione post-flop l'ha rilasciata il comico Maurizio Battista – la potete trovare su youtube – che così come in scena ha inquadrato alla perfezione il rapporto fra moglie e marito, in questo caso ha regalato l'istantanea più logica al "non possiamo farcela" sussurrato da Mario Monti al cospetto d'una platea attonita, pronta a salire sul carro dei presunti vincitori e profondamente delusa dall'italica rinuncia.

Macché vincitori, l'Italia è un Paese di sconfitti e certo non perchè nel 2020 rinuncia a ospitare i Giochi. Lo è perchè  le tasse la fanno da padrone – non è qualunquismo – e nessuno riesce a frenare l'emorragia, lo sperpero di denaro pubblico. Italia '90 fu un trauma economico e a distanza di vent'anni, nonostante le denunce, c'è ancora chi cerca di di dire che "no, fu un successo quel Mondiale". Torino 2006, olimpiade invernale, e Roma 2009, mondiale di nuoto, hanno rappresentato altrettante cadute (di stile? economiche? fate voi!); e la sconfitta al cospetto di Polonia e Ucraina per l'organizzazione dell'Europeo di calcio 2012 avrebbe dovuto rappresentare un campanello d'allarme. Invece no, come un caterpillar si è andati avanti creando gruppi di lavoro, tavoli di concertazione, staff d'ogni tipo, comitati e controcomitati per una avventura che neanche è cominciata. Già, perchè Roma sarebbe diventata Roma 2020 solo se a Buenos Aires, fra diciannove mesi, il Cio avesse eletto la città eterna.

Dunque altro che vittoria annunciata. Stavolta serve davvero un bagno d'umiltà, per lo meno serve restare a bagnomaria, cercando di capire perchè è arrivato il "no" governativo. Pardon, cercando di farlo capire a chi parla di occasione sprecata, che sia un politico d'alto profilo o un capocantiere a Forlimpopoli conta poco. E' indubbio, sarebbe stato magnifico replicare a sessant'anni di distanza l'olimpiade che fu di Berruti e Benvenuti, Clay e Abebe Bikila. Ma non si può creare un evento che oggi è diventato avveniristico sperando di replicare l'amarcord del 1960. Guardiamo in faccia la realtà, servono strutture che obiettivamente il nostro Paese non ha.  Osservare la legge-stadi per rendersene conto. Se ne parla da quattro anni e oggi è impantanata alla Commissione cultura della Camera dei deputati sotto i colpi dei franchi tiratori e di emendamenti di tutti i partiti. Può bastare, per cominciare a fare un briciolo di autocritica?

16 febbraio 2012
 
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