Se il fascismo è meglio della casta

di Federico Mello

La Rete non dimentica nulla – direbbe Gianroberto Casaleggio.


La prova l'abbiamo avuta questo pomeriggio. Roberta Lombardi, neo-deputata grillina, era stata appena eletta capogruppo alla Camera del suo Movimento, attualmente il primo partito italiano. A blogger ed utenti del social network è sembrato naturale andare subito a spulciare il suo blog. E dopo il un paio d'ore dalla sua nomina cosa è saltato fuori? Una dichiarazione inquietante: va compresa, spiega, «L'ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia». Frasi non dal sen fuggite, ma messe nero su bianco in un post scritto all'indomani dell'apertura di Grillo ai "fascisti del terzo millennio" di Casa Pound.


Ora, a parte la scarsa conoscenza della storia – Giacomo Matteotti venne ucciso nel '24, neanche un anno e mezzo dopo la Marcia su Roma che, ricordiamolo, fu un colpo di Stato – è il seguito del ragionamento della Lombardi ad inquietare. Poi infatti aggiunge: «Il punto fondamentale è che sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l'ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l'esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro».


Ecco, questa è una corbelleria bella e buona: non solo perché è noto che fino agli anni novanta in Italia esistevano sia il (forte) partito comunista italiano, che il Movimento Sociale - che al fascismo si richiamava. Ma perché il senso della nostra Costituzione, così come della legge Mancini, è quello che la memoria anti-fascista va confermata e difesa ogni giorno, sempre. Invece lei sembra affermare che, essendo stati altri (la kasta?) ad aversi «impoverito, tolto i diritti, precarizzato l'esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro» allora siamo esonerati dal ricordare i valori del nostro Stato democratico.


Lombardi, è vero, scriveva tutto ciò alcuni mesi fa, quando ancora non rappresentava nessuno. Ma adesso rappresenta un quarto degli elettori italiani. E ogni sua frase vale, pesa. Non ha più il valore di una qualsiasi pensiero errante su un social network, ma di una presa di posizione politica.


Grillo ci ha detto che i suoi "cittadini normali" sono meglio dei politici di professione (visti alcuni politici che ci hanno governato fino ad ora non si fa fatica a credergli). Ma c'era chi sperava invece che a prendere il posto di politici pessimi arrivassero politici migliori. Migliori di noi elettori, di noi cittadini, di noi persone comuni. Per ora la Lombardi non sembra far parte di queste. Sarà anche "normale" ma, se non capisce la responsabilità di cui è investita rischia di sostituire alla cattiva politica, banali luoghi comuni da bar.

04 marzo 2013
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
  
Tiscali Socialnews
Per accedere clicca qui

Segui Tiscali su:

© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali