Amoeba Records: il negozio di dischi indipendente più grande al mondo

di Gloria Mattioni

Compie dieci anni quest’anno. Ha sede a Hollywood ed è il più grande negozio di dischi indipendente del mondo. Amoeba Records prese infatti l’avvio nel 1997 a San Francisco, in una località altrettanto trendy ma alloggiato in uno spazio di dimensioni assai più contenute del gigantesco concept  (“buy-sell-trade”) megastore che si affaccia su uno dei più famosi angoli “caldi” di Sunset Boulevard. Tremila metri quadri di open space su due piani, organizzato per settori, divisioni, generi e titoli meglio di qualsiasi biblioteca pubblica, vende nuovo e usato, cd così come vinile da collezione, poster, t-shirt, gadget e memorabilia da fare invidia all’Hard Rock Cafè, e anche film su Dvd, fedele al motto di Hollywood che non c’e musica senza cinema nè viceversa.


Ai banconi di vendita, o meglio, perennemente in movimento fra gli scaffali, indaffarati a consigliare, mostrare, ascoltare i clienti, ci sono ragazzi coi capelli lunghi che la sera ti capita di rivedere con una chitarra elettrica in mano sul palco di uno dei tanti club del quartiere. Tra i clienti abituali, centinaia di celebrities che quando entrano in questa sorta di tempio si sentono sufficientemente al sicuro da confondersi felicemente tra gli altri praticanti del culto, lasciando guardie del corpo e paparazzi fuori dalla porta.


La scorsa settimana”, racconta Daniel Tures, 39 anni, uno dei manager che lavora per Amoeba da 15 anni e ha aiutato a far decollare il primo negozio di San Francisco, “abbiamo avuto qui Quentin Tarantino, Terrence Malik e Jennifer Lopez”. Per non parlare del pienone di facce note totalizzate per il concerto di Motorcycle Rebel Club organizzato qualche mese prima. “Sembra incredibile che band così famose accettino di venire a suonare qui da noi, sul nostro mini-placo nel negozio. Ma ci vengono proprio per via del nostro pubblico, così speciale”.


Tures, in questo caso, non si riferisce ai divi ma ai comuni aficionados di Amoeba, una tribù di fedelissimi che risponde immancabilmente a ogni appello. “Ogni tanto penso che la nostra differenza è proprio questa: più che vinile o plastica, noi vendiamo affezione, appartenenza. Uno dei valori che la gente brama di più”. Tures non è l’unico a pensarla così. E non è neanche l’unico self-made filosofo/psicologo/consigliere spirituale impiegato da Amoeba in veste di personale di vendita o acquisto.


 Ogni mese, infatti, Amoeba non solo vende ma acquista migliaia di dischi usati. “Siamo diventati una sorta di bancomat sui generis per chi vuole ottenere contanti all’istante anche senza avere, o intaccare, il conto in banca. C’è chi ricorre a noi per pagare la bolletta del cellulare e chi per fare il regalo di Natale alla fidanzata. Ma poi, appena hanno di nuovo qualche soldo in più in tasca, è proprio qui che tornano a spenderli”.

15 dicembre 2011
 
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