Consigli di lettura sotto l'ombrellone, libri brevi ma intensi

di Marco Lodoli

Ci serve qualche giorno di vacanza per ritrovare un po’ di tranquillità e magari anche, se la missione non è troppo ambiziosa, un contatto con i nostri pensieri più segreti, spesso travolti dal bisogno di fare, tamponare, intervenire, aggiustare una vita caotica e dispersiva. Forse qualche lettura può sturare i canali ingorgati dalle preoccupazioni quotidiane, può aiutarci a vedere le cose dall’alto per scoprire se un ordine esiste o se regna incontrastata la confusione.


Non abbiamo tempo per prendere o riprendere in mano la Divina Commedia o Guerra e Pace, l’Orlando furioso o i Karamazov, ci serve qualche libro breve e intenso, qualche decina di pagine che vadano al cuore della questione. E allora vi voglio consigliare una lista di capolavori che non appesantiscono troppo la valigia o lo zaino, letture potenti eppure lievi. Cominciamo con gli italiani contemporanei, con cinque libri eccezionali eppure poco noti, forse perché non sono passati sotto i fari delle classifiche o dei premi letterari.  Appuntatevi questi titoli: Tu sanguinosa infanzia di Michele Mari, Questo è il giardino di Giulio Mozzi, L’amore degli adulti di Claudio Piersanti, Istruzioni per l’uso del lupo di Emanuele Trevi, Il dipendente di Sebastiano Nata. Ecco, credo che questi cinque libri possano aprire nuove finestre su un paesaggio a volte doloroso ma largo come la vita vera.


Non sarà facile trovarli tutti, le librerie oggi trattengono per pochi mesi o poche settimane le novità, poi tutto finisce nella scatola delle rese e precipita nel macero. Ma con l’ausilio di un libraio amico che sa dove ripescare i libri assorbiti dall’ombra, forse potrete comporre questa piccola biblioteca italiana. E adesso passiamo ai classici, sempre tenendo vivo il principio dell’opera breve e impedibile. Io vi consiglio il più bel racconto del Novecento: Garden Party della Mansfield, cinquanta pagine scarse che riescono a tenere insieme gli opposti, la festa e la morte, la gioia e il dolore. Anche Cechov deve trovare un posto in valigia, una scelta di racconti che comprenda Il monaco nero, altro capolavoro imperdibile, e accanto ci dovete mettere I morti di Joyce, un volo altissimo sui fragili destini degli uomini.


Anche L'uomo che piantava gli alberi di Jean Giono è un testo che può cambiare la nostra percezione del mondo. Se invece volete leggere qualche poesia, le Elegie duinesi di Rilke e la selezione Centotré poesie della Dickinson, recentemente edito da Einaudi, sono testi che vi terranno compagnia per quest’estate e per sempre. Altri testi brevi che mi hanno lasciato un segno profondo sono La lettera di Lord Chandos di Von Hoffmansthal e Il barone Bagge di Lernet Holenia, opere che ci arrivano da quella letteratura mitteleuropea sempre ricca di capolavori. Questi sono i miei consigli: e voi, cari lettori, cosa mi suggerite?


 

06 agosto 2012
 
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