La creatività digitale per valorizzare Pompei attraverso la progettazione partecipata

di Carlo Infante

La creatività digitale può innescare dei processi culturali di straordinario coinvolgimento delle nuove generazioni, a partire dal rapporto con il proprio territorio, per esplorarlo e valorizzarlo. In questo senso è emblematico l'esempio di Ubiquitous Pompei, frutto di un laboratorio multimediale condotto nelle scuole di Pompei da Salvatore Iaconesi e Oriana Persico di AOS – Art is Open Source. Si tratta di un percorso formativo che si è appena concluso, dopo una serie di interventi, partiti a novembre, che ha visto coinvolti gli studenti del Liceo Scientifico Socio-Psico Pedagogico E. Pascal e dell'Istituto Bartolo Longo.


I mediamaker di Art is Open Source rappresentano una delle espressioni più evolute di una ricerca che sa coniugare le tecnologie digitali e la performance, intesa come azione diretta e partecipativa, centrata sui modelli cooperativi e sul remix di tutte le informazioni raccolte dalle indagini sul campo (interviste, fotografie, riprese video). Questo gruppo creativo s'è sempre caratterizzato per le sue azioni multimediali nel territorio, ricordiamo tra le tante, quella di "scrivere" con un GPS sulla mappa della città di Roma una grande F, in occasione di "Futuroma" per il Centenario del Futurismo. Hanno solcato le strade romane e con gli input del trasmettitore satellitare hanno tracciato una F che ne ricostruiva il percorso, fino ad arrivare al tempio di Adriano dove si svolgeva la manifestazione di Urban Experience che li ha accolti, visualizzando il loro avvicinamento sulla mappa proiettata attraverso un geoblog ( in questo video, verso il 7', vedi il loro arrivo).


Anche il progetto Ubiquitous Pompei si basa sul principio del performing media: inventare azioni che esprimano il valore di tecnologia abilitante che le soluzioni mobili, come gli smartphone di nuova generazione, esprimono. Si sono così sviluppati dei prototipi multimediali, frutto di una progettazione partecipata che per mesi ha animato la città di Pompei.


S'è creata una guida turistica che si misura con l'idea di "realtà aumentata", attraverso dei videoracconti ironici posizionati sul territorio e fruibili attraverso smartphone che, riprendendo con la fotocamera i codici digitale detti mobtag (definiti anche QRcode), trasmettono le immagini di questi personaggi-guida . Accanto a questo progetto s'è sviluppata l'idea di un social network geolocalizzato dove gli abitanti possono sovrascrivere al territorio il proprio consenso/dissenso, esprimendo la volontà di mettersi in gioco in prima persona, elemento fondamentale in un progetto che intende proporsi come occasione di partecipazione.


Un ulteriore progetto preso in esame nel workshop, riguarda l'idea di una mappa per far scoprire luoghi, persone e avvenimenti della Cristianità a Pompei. Una piattaforma per condividere le esperienze religiose legate a quel territorio, rendendole commentabili e accessibili alla comunità internazionale dei fedeli. Insomma, un cantiere di creatività digitale che dimostra quanto sia importante realizzare progetti di innovazione territoriale con quella nuova generazione che non vede l'ora di utilizzare le proprie attitudini multimediali per leggere il mondo che li circonda. A partire dal proprio territorio, anche per intravedere opportunità, sia di lavoro sia di coesione sociale.


 


 


 

25 giugno 2012
 
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