Che i sacrifici servano a qualcosa: liberalizziamo il futuro, il governo apra all'innovazione

di Carlo Infante

Se non ora quando. Il tempo è scaduto e il governo Monti lo sa e lo fa pesare. Che almeno tutto quanto questo calvario serva a qualcosa: serva a dare la spallata ad un sistema-Paese che non vuole innovare.
 
Ma sia chiaro innovazione non significa solo sostenere l'offerta tecnologica e garantire connettività internet ma promuovere la domanda di servizi innovativi. Interrogarsi cioè su cosa fare del web per migliorare la nostra vita.
 
In questo senso la “cabina di regia” che il governo sta avviando, con il coordinamento del ministro dell'Istruzione e della Ricerca Profumo, si sta ponendo di garantire connettività non solo alle famiglie e alle imprese per rivolgersi agli spazi pubblici a tutti gli effetti: biblioteche, scuole, piazze, uffici degli enti istituzionali.
 
Nel decreto Semplificazione già si parlava di una apertura sostanziale delle procedure espresse dalla Pubblica Amministrazione. Si sbloccheranno delle impasse ormai cristallizzate, con la possibilità, da parte degli utenti-cittadini, di denunciare i ritardi e gli inadempimenti, in modo tale da influire sulla valutazione dei dirigenti. A fronte di una pratica disattesa o un ritardo ingiustificato, ci si potrà rivolgere a un dirigente diverso da quello già incaricato dell’inadempimento. Per verificare l’attuazione del decreto è stato istituito un sistema di monitoraggio per garantire la trasparenza delle procedure.


Bene, qualcosa si muove. E la cabina di regia che giovedì ha convocato la prima riunione dovrà essere incalzata dalle proposte, in una sorta di wiki-convocazione di conferenza stampa come quella che s'è svolta questa mattina al Senato. Un evento che ha visto la partecipazione di molti parlamentari dei più diversi schieramenti e conta tra i promotori : Agorà Digitale, Articolo 21, Associazione Italiana Internet Provider, Associazione Italiana per l'Open Government, Assoprovider, Altroconsumo, Istituto per le Politiche dell'Innovazione, Libertiamo, Stati Generali dell’Innovazione e lo Studio Legale Sarzana. 


Un evento rilanciato su twitter con #liberalizziamoilfuturo.


Tra i tanti punti scandagliati, per fare arrivare degli input a quella “cabina di regia” c'è la proposta dell'abolizione del monopolio SIAE, sincronica alla commissione parlamentare di inchiesta sull'ente gestore dei diritti d'autore. E' emersa inoltre la necessità di presentare un emendamento per annullare il “beauty contest” sulle frequenze televisive e bandire un'asta che privilegi usi innovativi delle frequenze nel settore Internet e delle telecomunicazioni, ma anche forme di azionariato diffuso. Tra le altre proposte c'è quella dell'obbligo di apertura dei dati pubblici anche per uso commerciale per favorire imprese innovative, l'abbattimento delle tasse ai piccoli imprenditori del settore della banda larga, l'apertura degli archivi digitali delle biblioteche, l'abbattimento dell'IVA sugli e-book e l'orientamento ad usare software libero nella pubblica amministrazione.

09 febbraio 2012
 
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