Smart city, la città intelligente che opera per elevare il livello di qualità della vita dei suoi cittadini

di Carlo Infante

Una città è un dispositivo sociale intelligente, da sempre. Da quando esistono (dal 3500 a.c. con le prime urbanizzazioni mesopototamiche)  le città rappresentano una forma compiuta dell'organizzazione umana. Un'invenzione straordinaria che traduce nella concretezza dell'insediamento solido e stabile la potenzialità dell'intelligenza collettiva. Più che altro per difendersi, come un guscio.


Oggi, al tempo dei social network, questa intelligenza è cambiata radicalmente non c'è più niente da difendere e si sta capendo anche quanto sia inefficace il modello competitivo: bisogna aprirsi, accogliere, collaborare, comunicare. Oggi parlare di città significa in primo luogo mobilità, coesione sociale, sostenibilità, legalità.


Si parla sempre più di “smart city”, simpatica e intelligente. Ma cosa significa “città intelligente”?  Qualcuno pensa ancora che l'intelligenza sia l'assetto tutto verticale di conoscenze e competenze. Certo che no, quanti intellettuali o quanti tecnocrati conoscete intimamente imbranati, incapaci di interpretare le cose che li circondano?


L'intelligenza o è distribuita o non è.  L'intelligenza che c'interessa è orizzontale, sociale. Lo è da sempre, certo, nonostante l'impostazione gerarchica degli schemi del potere. Eppure qualcosa sta accadendo: il web sta sciogliendo qualche nodo. Si percepisce in modo sempre più netto il fatto che la partecipazione alla cosa pubblica possa articolari in modo più chiaro e funzionale. Una città può rivelarsi intelligente in via direttamente proporzionale alle dinamiche partecipative che ne condizionano l'indirizzo. Non è più solo un'affermazione di principio, sta accadendo, basta vedere i risultati delle ultime elezioni, tra referendum ed esiti sorprendenti in alcune città come Milano, Napoli o Cagliari.


Per smart city s'intende una città che opera per elevare il  livello di qualità della vita dei suoi cittadini, non solo favorendo la partecipazione ma organizzando gli spazi urbani per favorire la mobilità, risparmiando tempo. E' a partire da qui, da come le reti, web e mobile, stiano ridefinendo il rapporto con lo spazio ed il tempo che si gioca il futuro delle città, dando senso al concetto d'innovazione.


Coniugare Innovazione e Territorioè infatti una delle chiavi possibili per interpretare in termini sostenibili il nostro tempo accelerato nella globalizzazione dei sistemi della comunicazione.


Ciò che si rende globale nel web può quindi trovare una misura di relazione locale, soggettiva e condivisa, nell’esperienza attiva che si fa nel mondo reale che attraversiamo con i suoi paesaggi, le sue biodiversità e la bellezza di ogni risorsa culturale. Si tratta di mettere in relazione l'azione nello spazio pubblico attraverso la potenzialità performativa dei nuovi mediainterattivi e mobili.


In questo modo si può attivare una nuova rete del valore, così intesa perché si delinea uno scenario in cui gli utenti producono senso, informazioni e comportamenti creativi. Si produce un valore che nella Società dell'Informazione si rivela come un dato cardine, così come la produzione di un elettrodomestico lo è nella Società Industriale. Un cittadino attivo  può tradurre in informazione produttiva la propria esperienzain un contesto urbano da esplorare, da valorizzare, da interpretare nelle modalità sociali, come quella per l'affermazione della legalità.


La cosiddetta urban experienceesprime le poetiche e le politiche delle reti, intese come estensioni di una creatività sociale che esplicita le potenzialità di auto-organizzazione dei social network (che non sono solo facebook) per progetti ludico-partecipativi.


Di questi temi si tratterà nel forum su Le Smart Cities del futuro nell'ambito dell'evento on line Innovatori Jam 2011  

12 settembre 2011
 
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