C'è uno stretto legame tra i serial killer e il loro passato di crudeltà sugli animali durante l’infanzia

di Oscar Grazioli

Il bambino è curioso per natura e la curiosità nei confronti del mondo animale è massima perché la natura offre una varietà di colori, forme, dimensioni e suoni che propongono infinite possibilità di esplorazioni. Quando eravamo piccoli noi, bambini dell’immediato dopoguerra, si era anche facilitati da un semplice cortile condominiale, dove tra i sassi e le piante selvatiche si trovava molta fauna affascinante: ragni, lucertole, topi, scorpioni, scarafaggi, farfalle.


I bambini di oggi non hanno più questa fortuna, asserragliati in minappartamenti con la palladiana nel cortile che non lascia crescere se non qualche filo d’erba. Eppure la curiosità non è sopita e dalla curiosità spesso si passa alla violenza, inizialmente innocente (come lo è quella dei bambini) poi potenzialmente colpevole, a seconda anche dell’educazione e della sorveglianza dei genitori. Ricordo ancora benissimo un sonoro calcio nel sedere di mio padre quando mi sorprese, assieme alla “gang del cortile” a verificare se era vero che uno scorpione, messo in un cerchietto di fuoco, si suicidava autopungendosi. Il giorno dopo mio padre mi portò in campagna (praticamente in città) e agguantando e liberando subito rane, rospi e tritoni cominciò ad insegnarmi ad avere rispetto anche delle forme di vita che sembravano “brutte o inutili”.


Ormai è ampiamente dimostrato uno stretto legame tra un numero impressionante di serial killer e il loro passato di crudeltà perpetrate sugli animali durante l’infanzia e l’adolescenza. In Italia esiste un’associazione, purtroppo poco nota (ma di cui sono ben felice di poter scrivere) che si è assunta il carico di  compensare le gravi mancanze istituzionali sul legame fra crudeltà su animali e crimine. Si chiama LINK- ITALIA e prende il nome proprio da “link” (legame) che spesso s’incontra tra chi commette crimini ripetuti e le azioni crudeli sugli animali, commesse soprattutto da giovani.


Si tratta di un’associazione molto giovane, ma ne fanno parte professionisti esperti in varie discipline, come psichiatri, psicologi, veterinari, avvocati e zoologi. Il primo studio scientifico dell’Associazione ha consentito, mediante un raffinato strumento criminologico di analisi del crimine,  la creazione di un database che include 278 casi in cui a uno o più maltrattamenti su animali sono seguiti reati contro la persona e/o di altro genere.


Ricordate il veterano del Vietnam che pochi giorni fa in Alabama teneva in ostaggio, nel suo bunker, il piccolo Ethan? Qualche giorno prima, mentre scavava, gli si è avvicinato il cucciolo di Labrador del vicino di casa incuriosito da quanto stava facendo, un cane buonissimo. Jimmy Dykes, ha afferrato un tubo di piombo e lo ha massacrato riducendolo in poltiglia. Ha detto al vicino che gli dava  fastidio. Edmun Kemper fu condannato nel1973 inseguito a 8 imputazioni per omicidio di primo grado (8 donne, inclusa sua madre). A 13 anni uccideva i gatti del vicinato (a volte seppellendoli vivi), metteva le loro teste su dei pali e compiva riti con i suoi “trofei”.


Albert DeSalvo, lo “Strangolatore di Boston” uccise 13 donne tra il 1962 e il 1963, ma venne condannato all’ergastolo per rapina a mano armata, aggressione e stupro nei confronti di 4 donne. Da giovane catturava gatti e cani richiudendoli in gabbie e si divertiva lanciandogli contro delle frecce attraverso le sbarre.  Kip Kinkel a 15 anni assassinò i propri genitori e incendiò la caffetteria della scuola provocando la morte di 2 alunni e ferendone altri 22. “Ci spiegava sempre cosa faceva agli animali… Gli piaceva torturali e raccontarcelo. Decapitava gatti, vivisezionava gli scoiattoli…” ha dichiarato un compagno di football di Kip Kinkel al New York Times il 22 maggio del 1998.


Ora non voglio dire che se trovate il bambino accanto a una mosca cui ha staccato le ali, questi diventerà Jack lo squartatore, ma, è bene che suoni un campanello d’allarme, giusto per assicurarsi che si sia trattato di un atto di normale curiosità infantile e da lì progredisca verso forme reiterate di crudeltà, decisamente preoccupanti. Il corretto e rispettoso rapporto con gli animali nell’infanzia e nell’adolescenza riduce, in alta percentuale, problemi psicopatologic in età matura. Per chi volesse saperne di più, questo è il sito dell’Associazione:http://www.link-italia.net/


 


 

01 marzo 2013
 
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