Esecuzione a Belfast: ucciso Lennox, il cane che assomigliava troppo a un pitbull

di Oscar Grazioli

“Il cielo d’Irlanda” canta Fiorella Mannoia “ è un oceano di colori. Beh, in questi giorni il cielo d’Irlanda è un tappeto uniformemente plumbeo che piange. Piange la morte di cane di nome Lennox che nulla aveva fatto se non nascere “diverso”. Dopo 26 mesi di battaglie legali combattute dalla famiglia Bairnes per avere salva la vita del loro “ragazzino” (come lo chiamavano loro), Lennox è stato giustiziato per ordine del Belfast City Council unicamente a causa del suo aspetto.


Devo fare una premessa. Ho sempre scritto, e per questo ho anche duramente litigato con animalisti, sottosegretari, ministri ecc. che non tutte le razze di cani sono uguali, quanto a temperamento. Esistono delle razze che per motivi in parte genetici (di selezione) e in parte ambientali (educazione, anzi maleducazione) hanno un tasso di reattività e aggressività più sviluppato di altre. Inutile che mi vengano a raccontare che un Rottweiler è come un Setter Inglese. Se date in mano un Rotty a chi non ha mai avuto un cane e non lo sa educare diventerà pericoloso, se lo date in mano al bullo di periferia, diventerà un’arma letale. Dategli in mano un Setter Inglese, un Pointer o un Bobtail e non riusciranno a trasformarli in armi pericolose, neanche volendo. Per questo credo fermamente debba esistere una lista di razze per le quali dovrebbe vigere l’obbligo corso d’istruzione, esame, patentino , assicurazione obbligatoria e un certo grado di sorveglianza nel tempo. Certo, un minimo d’istruzione per qualunque cane farebbe bene a tutti, ma in Italia mandare a scuola chiunque possiede un cane è semplicemente impensabile.


Detto questo, qual è stata la colpa di Lennox? Nascere con una somiglianza al pitbull, razza considerata pericolosa in UK e Irlanda e, per questo, proibita dal Dangerosu Dogs Act, in vigore dal 1991. Questo cane di sette anni, nato a Belfast, in Irlanda del Nord, non ha una colpa precisa, non è mai stato aggressivo, non ha mai morsicato altro che il suo cibo. Prima che fosse imprigionato dalle guardie zoofile del Comune, ha avuto una vita felice e tranquilla. Lennox viveva con Caroline Barnes, giovane infermiera e conla piccola Brooke, la 12enne figlia disabile della signora che in lui aveva trovato un fedelissimo amico, un supporto per la sua vita infelice, sempre presente nei momenti di difficoltà. “E' il mio miglior amico” ha raccontato nelle settimane precedenti la piccola al Daily Mirror”, quando sto male, il che succede un sacco di volte, lui sta ai miei piedi e mi conforta. I miei altri cani escono e giocano, ma Lennox sta con me e io lo amo”


La separazione da Lennox produce effetti devastanti sulla piccola Brooke. Niente da fare. Lui assomiglia a un pitbull e la legge è la legge. Vienein mente il grande Fabrizio che narra la leggenda di Geordie per il quale tutti piangeranno e l’impiccagione avverrà con una corda d’oro, ma la legge non può cambiare. Neanche il test del DNA, che lo identifica come incrocio tra un American Bulldog, Satffordshire Bull terrier e Labrador lo salva. Per due anni Lennox viene tenuto in un canile senza che i suoi”cari” lo possano vedere e quindi con la precisa sensazione di essere stato da loro abbandonato. “Ci è stata anche negate la possibilità di dirgli addio” ha scritto poche ore dopo la morte di Lennoxla signora Barnes”. Le sue ceneri le verranno recapitate per posta.


Lasciatemi ricordare Lennox con le parole di Bonnie Snide, dell’Examiner: “ Riposa in pace adorabile Len, gioca e corri con loro, là vicino al Ponte e sappi che un numero indescrivibile di avvocati e gente comune ha preso le tue difese, inascoltati. Se tu, dolce Len, che ci aiuterai a tenere alta la fiamma del cambiamento nel futuro”. Da parte mia, questa volta (ed è raro), una lacrima.


           


 


 

13 luglio 2012
 
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