Vivisezione, sperare nella sua abolizione è un'utopia

di Oscar Grazioli

Devo parlare (scrivere per la verità) ancora di vivisezione e lo faccio volentieri, soprattutto perché sono in grado di fare alcuni nomi e cognomi di chi sta da una parte e dall'altra, non tanto della barricata, quanto del buon senso. Saranno poi gli elettori a giudicare chi votare nelle prossime urne. Riassumiamo brevemente cosa sta bollendo in pentola. Dopo esser stato approvato alla Camera, è ora la vaglio del Senato l'art 14, anche noto come "emendamento Brambilla", perché fortemente voluto dall'ex ministro del turismo. Cosa chiede chi pensa che la vivisezione sia, più ancora che un atto di gravissima inciviltà, un errore metodologico e scientifico, gravido di errori che poi noi paghiamo sulla nostra pelle? Semplicemente che in Italia non si allevino cani, scimmie o gatti da inviare alla vivisezione, che si faccia divieto di sperimentare, almeno su primati, cani e gatti e soprattutto che non possa esistere esperimento cruento per il quale non sia prevista alcuna forma di anestesia o analgesia (terapia del dolore). Capisco che possa essere molto discutibile e molto "specista" chiedere la salvezza di cani, gatti e scimmie e condannare ratti, topi, hamster e altri animali al bisturi che taglia, scanna e disarticola.


Il fatto è che se si vuole troppo, come dice il proverbio, si rischia di non stringere nulla. E' pensabile, da domani, l'abolizione della vivisezione, dopo che da secoli la si accetta come un male minore? Impossibile, un'utopia. Ci sono voluti secoli per stabilire che la terra girasse attorno al sole (e qualcuno si è bruciato le penne). Se pensate che poco più di trent'anni fa, un cacciatore che sparò a una delle ultime aquile del Bonelli in volo sui cieli d'Emilia, prese una medaglia al valore, immaginate quante decine d'anni o secoli ci vorranno prima di chiudere con questa orrenda pratica che pure ha ricevuto il dissenso e l'orrore manifesto di grandissimi uomini e donne, da Gandhi a Einstein, da Leonardo a Schopenhauer. Inutile chiedere la luna subito. Ci si arriverà a tempo debito con la conoscenza e la forza della ragione.


Soffermiamoci dunque su quella che, a mio parere, è la richiesta più importante. L'anestesia e la terapia del dolore per qualunque esperimento, senza se e senza ma. Non deve esistere che, per sperimentare addirittura creme, belletti, e detersivi, un coniglio debba avere gli occhi bruciati ed erosi dalle sostanze spalmate senza che gli si possa conceder un milligrammo di morfina. Per la verità non dovrebbe esistere un tale carognata di esperimento.


Ora, veniamo a qualche nome. Il ministro Balduzzi, in rappresentanza del governo, ha detto sì all'art. 14, accettando le nostre richieste. Il primo ad alzarsi scandalizzato è stato il Sen Giovanardi che ha espresso un'opinione epocale. "Prima la salute degli uomini e poi quella degli animali." Sic transit gloria mundi. Subito dopo, il Sen. Ignazio Marino, sperimentatore di grande vaglia, che teme la fuga all'estero dei centri di sperimentazione. Per il momento, all'estero fuggono capitali e cervelli, non so se Marino se n'è accorto. A seguire i senatori Castro, D'ambrosio Lettieri e Bianconi che tacciano d'ipocrisia la Brambilla e i suoi accoliti.


A favore del governola Sen. Amati, medico e docente d istologia e i senatori Bornacin e Filippi. Nel limbo del "ni" la senatrice Soliani. Piano, piano, con pazienza e conoscenza si arriverà anche al termine di questo crimine orrendo. Non avrò il piacere di esserci quel giorno, ma ho la soddisfazione di averne creato le premesse, nel mio piccolo.

06 luglio 2012
 
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