Sindaci talebani contro i cani, con la solita stupida e ridicola giustificazione dell'igene pubblica

di Oscar Grazioli

Adesso è ora che questi sindaci talebani la smettano con ordinanze assurde che mettono in serie difficoltà chi possiede un cane ed è talmente civile da portarsi dietro, oltre al quadrupede, regolare paletta e sacchetto per allontanarne le deiezioni gettandole negli appositi contenitori (quando le amministrazioni si degnano di metterli). Stavolta è il momento della civilissima Cremona, città ricca di storia e di danè con un’economia invidiabile che spazia dall’agricoltura, alla piccola industria fino al terziario. Insomma gli amministratori della città che ha dato i natali a Mina e Tognazzi, poteva ben risparmiare ai suoi abitanti, moltissimi dei quali possiede un cane, di trovarsi, nei giardini pubblici di piazza Roma, moltissimi dei quali possiede un cane, di trovarsi, nei gradini pubblici di piazza Roma e Piazza coni i cartelli con il divieto di far salire sul verde pubblico il più fedele amico dell’uomo.


Per di più, si lamentano i cremonesi, così, all’improvviso, senza neanche un avvertimento. "Questi divieti sono apparsi da un giorno all'altro, negandoci la libertà di far salire i nostri cani sulle aiuole verdi, sempre nel rispetto dell'igiene e nel decoro pubblico", ha detto a "Cremona Web" Marilisa Maffezzoni, che ha fatto organizzato una raccolta firme per chiedere all'amministrazione comunale di tornare sulle decisioni prese. Soprattutto in questi giorni, dove nel pieno della val Padana, letteralmente non si respira a causa delle temperature e dell’umidità, un giro ai giardini pubblici per prendere un reale o virtuale boccata d’aria stando su una panchina era un sollievo. Anche il cane, disteso sull’erba, vicino alla panchina, ringraziava ovviamente.


Ora non si può più e per i soliti stupidi, ridicoli e falsi motivi d’igiene pubblica. Ho scritto mille volte, e sfido chiunque a contestarmi, che non esistono malattie serie che si trasmettano direttamente dal cane all’uomo, tanto meno ai bambini, tanto meno i vermi intestinali che, se anche si vedessero nelle feci di cani, colpiscono loro e non l’uomo (a parte rarissime eccezioni che non val neanche la pena menzionare). Quelle che invece sono molto pericolose sono le sozzerie umane che si trovano accanto alle porte di casa e sulle aiole  dei giardini dove, tra escrementi, siringhe usate, bottiglie di vetro spaccate e aghi messi di proposito da qualche “buontempone” rischiano di trasmettere colera, polio, tifo, epatite C, tubercolosi e altre bagatelle simili.


E’ ora che diciamo la realtà dei fatti e come stanno le cose dal punto di vista scientifico e non della fantasia. Senza volere minimamente fare il Catone, quella che scrivo è la verità: il pericolo, andando sulle panchine o sulle aiole dei giardini, non sono gli escrementi dei cani (che comunque devono essere raccolti dai proprietari pena severe sanzioni), ma le siringhe dei drogati, le feci, le urine e gli sputi di persone (e qui non voglio entrare nel merito delle responsabilità) che non sappiamo da dove vengano e dove vadano perché sprovviste di qualunque documento sulla loro esistenza. Questa è la realtà, nuda e cruda, dura e indigesta, ma la realtà scientifica di quelle che sono chiamate zooantroponosi (malattie trasmissibili dagli animali all’uomo) e che conosco, se non altro per il lavoro che faccio, come le mie tasche. E adesso “give me the names” * come dicono gli inglesi. Ho le spalle larghe e nessuna paura a rispondere.


 


* “Ditemene di tutti i colori”

22 giugno 2012
 
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