Olanda, nelle macellazioni rituali fino a quaranta secondi di agonia‎

di Oscar Grazioli

Non ci posso credere. Un altro mito che cade, almeno per me. Si tratta dell’Olanda, paese in cui sono stato diverse volte con enorme piacere per la sua storia, dalla lotta strenua contro la potenza del mare, a quella altrttanto decisa contro il nazismo, dalle battaglie per libertà nelle quali io credo (eutanasia e prostituzione legalizzata ad esempio), all’attenzione per l’ambiente. Pur essendo questa nazione un vero e proprio crogiuolo di etnie (basta stare qualche ora sul Dam), i suoi abitanti hanno sempre cercato di vincolare alle leggi nazionali, con alcune eccezioni, eventuali eventi tradizionali dei popoli ospitati.


Credo di non dover perdere molto tempo a spiegare che musulmani ed ebrei ortodossi mangiano solo carni (e non tutte) provenienti da animali macellati senza stordimento, cosa proibita in quasi tutte le legislazioni dei paesi europei. Speravo che, anche l’Olanda tenesse duro su questo, come la Svezia, la Slovacchia, l’Estonia, la Finlandia, l’Austria, la Svizzera e, magari con alcune eccezioni, altre nazioni europee. Poi, qualcuno obietterà che parlare di migliore o minore benessere, per un animale che va al mattatoio, è un ossimoro. Non è così: un conto è macellare un cavallo o un maiale in Polonia, un conto è caricarlo su un camion a suon di randellate, scaricarlo allo stesso modo in un lurido macello, dopo averlo costretto a un viaggio crudele o orrendo per 36 ore filate, senz’acqua, senza cibo e magari con le zampe spezzate.


Non ho nulla, sia chiaro, con chi ha fede. Beato lui, l’avessi io starei decisamente meglio. Ma se io rispetto la tua fede e la tua religione con le sue tradizioni, tu devi rispettare le leggi di casa mia, amico caro, come io sono obbligato a rispettarle quando vengo a casa tua. Non mi sognerei mai di sedermi al tavolino di un caffè algerino con la mia compagna in mini ascellare e tacchi a spillo, aprendo la mia bottiglia di Bourbon per farmi un goccetto nella brezza della sera. A meno che non cerchi il suicidio mediante iugulazione (senza stordimento).


Il ministro dell’agricoltura olandese ha firmato, pochi giorni fa, un accordo con i leader musulmani ed ebraici che prevede la mancanza di stordimento purchè l’animale sia incosciente entro 40 secondi dal taglio della gola. Mi piacerebbe sapere chi sta lì con il cronometro e chi decide se la mancata coscienza arriva dopo 40 o 60 o 120 secondi. A meno che non facciano un elettroencefalogramma a tutti i bovini, suini, ovini e polli macellati. Fino all’anno scorso anche in Olanda era proibita la iugulazione senza previo stordimento. Ora prevalgono questioni meramente economiche, oltre che in parte politiche, esattamente come in Gran Bretagna, la nazione che vantala prima ProtezioneAnimalinel mondo, fondata già nel XIX secolo.  


Mi raccontava un volontario della Protezione Civile che in una zona terremotata dell’Emilia, una mattina che pioveva a dirotto è arrivata una piccola comunità musulmana. Non volevano entrare nella tenda perché gli uomini e le donne non vi potevano essere mischiati. Lui si è voltato e gli ha detto: “Qui le alternative sono solo due: o asciutti o bagnati”. Hanno confabulato per un paio di minuti, poi hanno pragmaticamente accettato di stare all’asciutto. Sono certo che Allah li avrà perdonati.


 


 


 

08 giugno 2012
 
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