In Canada riprende lo sterminio di foche: il 42% viene scuoiato vivo

di Oscar Grazioli

Hanno ricominciato. Con i loro maledetti randelli spaccano la testa alle baby foche che non possono fuggire, impedite come sono dalla loro goffaggine sul ghiaccio. Da pochi giorni, il più grande massacro di mammiferi marini mai autorizzato nella storia è ricominciato. Il governo canadese ha posto la quota di esemplari cacciabili a 400.000, un numero impressionante di cuccioli, spinta dalle richieste di pellicce che viene dall’Oriente. Il dipartimento della pesca canadese ha ritenuto di mantenere lo stesso numero dell’anno scorso, nonostante, a causa dello scioglimento anticipato dei ghiacci, i ricercatori abbiano stimato che oltre il 70% dei cuccioli di foca siano morti nel 2011.


Questo cinico e barbaro appuntamento, che lascia larghe pozze di sangue sulla banchisa, si rinnova dalla fine dell’anno alla primavera inoltrata dell’anno successivo con punte estreme nel periodo fine aprile e maggio, quando nascono le foche della Groenlandia che, per le caratteristiche del manto, sono le prede più ambite di questo sanguinoso massacro. Il Canada, un paese democratico, civile, con pilastri sociali di elevatissima qualità (scuola, sanità ecc.) non cede, ancor più per motivi politici rispetto a quelli economici, alle richieste di fermare la strage che provengono dal tutto il mondo e dall’interno stesso della nazione. Il governo canadese insiste sul fatto che le foche vengono uccise “in modo umanamente accettabile” e, alla fine, risulta essere la nazione che maggiormente contribuisce al massacro con un milione e mezzo di esemplari uccisi nell’ultimo anno e mezzo.


Nel 2001 un gruppo di patologi veterinari ha esaminato un campione di foche uccise durante la caccia ed ha documentato che il 42% delle foche erano state scuoiate vive, mentre il 40% era stato colpito ripetutamente per poi esser lasciato agonizzare diversi minuti prima di morire. Per il governo canadese gli uomini pagati per spaccare la testa alle piccole foche con i loro “hakapics” (i bastoni di legno dotati di uncino all’estremità) hanno dunque un atteggiamento umanitario nei confronti di questi pinnipedi nati da pochi giorni. basta avere lo stomaco di osservare uno dei mille filmati che girano ormai ovunque per rendersi conto dell’umanità con la quale questi “uomini” colpiscono alla testa le baby foche, e le inchiodano ancora vive con i loro uncini, mentre le madri cercano di far loro scudo con il proprio corpo.


Delle foche viene usata la pelle che in molte nazioni (Russia, USA, Messico e U.E.) è stata bandita, ma pare, a detta di animalisti ben informati, sia ancora impiegata da Prada, Dolce e Gabbana, Gucci e Versace per la realizzazione di pellicce e altri indumenti. Anche il grasso è particolarmente apprezzato, come ammorbidente per stivali e calzature invernali, compresa l’attrezzatura da sci. Oltre al grasso, anche l’olio trova un suo impiego nell’industria cosmetica, mentre non può mancare l’uso, fatto da cinesi, coreani ecc., degli organi genitali, ritenuti potenti afrodisiaci.


Il governo difende la caccia con argomenti ormai pietosi: la difesa del pescato, la difesa delle tradizioni, le esigenze delle popolazioni indigene. Tutte balle, specie quest’ultima, visto che gli eschimesi non partecipano a questa caccia. Si tratta di un ignobile massacro mantenuto più ancora per problemi politici che economici, di cui il Canada dovrebbe vergognarsi ogni volta che si presenta a una riunione con gli altri paesi del mondo.

13 aprile 2012
 
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