Non solo agnelli, per Pasqua torna la strage di aragoste e astici

di Oscar Grazioli

Mentre scrivo, in questo venerdì di Passione, mi sfiora il pensiero della morte e leggo una notizia che, seppure di morte parla, mi fa piacere riportare. Riguarda la triste fine che fanno aragoste e astici .


Per chi è vegetariano, o meglio ancora vegano, il problema non si pone. Niente carne, niente pesce, quindi niente morti per l’alimentazione. Nessun problema dunque di benessere animale nei mattatoi, la qual cosa potrebbe sembrare un  ossimoro, mentre, in realtà anche per l’animale che si avvia al macello deve esistere un trattamento “umano” o, quanto meno si possono evitare crudeltà che ho visto a non finire durante il tirocinio universitario e nei primissimi mesi di lavoro come sostituto ispettore degli alimenti. Per fortuna tanti anni fa, ma li ricordo ancora.


Per chi invece è carnivoro e piscivoro ci sono varie gradazioni e incongruenze di cui io stesso mi sento tra i primi responsabili. Chi non mangia carne di cavallo ma adora le costine d’agnello, chi rifiuta lo stracotto di somarina, ma si scofana fiamminghe di polenta e capriolo, chi non mangia crostacei bolliti vivi ma si abbuffa di spigola all’acqua pazza, come se la morte di un pesce, per asfissia, fosse meno brutale di un colpo con la pistola a proiettile captivo.


 In questo guazzabuglio di contraddizioni umane, forse il Crustatun ci viene incontro, almeno per quanto riguarda il modo in cui il delicato sapore dell’aragosta viene spesso rifiutato pensando all’orribile modo in cui il crostaceo trova la morte nella pentola dello chef. In realtà, è necessario dire che gli studi portati avanti in questo campo hanno lasciato molti dubbi. Troppo scarse ancora le conoscenze sul sistema nervoso dei crostacei e sulla loro capacità di integrare le vie del dolore, per rassicurarci su una loro morte rapida e priva di sofferenza.


Ben venga dunque il Crustatun, studiato dagli inglesi, che pare aver risolto parecchi dubbi. La macchina è stata presentata al Salone delle Innovazioni Alimentari, come lo strumento in grado di uccidere i crostacei edibili nel modo più umano possibile, senza provocare sofferenze prolungate. Il dispositivo si avvale di una scarica di corrente elettrica che pervade longitudinalmente l’animale in modo che la morte prenda il sopravvento in pochi secondi al posto dei diversi minuti dei metodi tradizionali.


Le compagnie di pesca, i ristoranti e i supermarket dovranno presto cambiare il modo di stordire e uccidere astici, granchi e aragoste, in quanto, sia la bollitura che la decapitazione o la refrigerazione a basse temperature non fanno altro che prolungare la morte con lunghe e inutili sofferenze. Questo è quanto affermano le principali associazioni animaliste britanniche. Il Crustatun “rivela il prof. Douglas Neil di Glasgow “con la sua scarica elettrica elimina qualunque attività nervosa in pochissimi secondi, sia a livello del sistema nervoso centrale che periferico”.


A questo punto, dove siano i centri del dolore ha poca importanza. La corrente fatta passare direttamente attraverso il guscio porta a morte in meno di due secondi. Bjorn Roth, il massimo studioso in questo campo conferma che questa tecnica è la più umana tra tutte quelle esistenti. Speriamo venga adottata per legge anche da noi. Buona Pasqua anche alle aragoste dunque, specie a quelle che non finiranno nella pentola e nel Crustatun, ma passeggeranno sul fondale di qualche mare, speriamo pulito.

06 aprile 2012
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
  
Tiscali Socialnews
Per accedere clicca qui

Segui Tiscali su:

© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali