Breve panoramica su come funziona il cervello in situazione di pericolo

di Massimo Fenu

Avere buoni riflessi ha solo una parte nel reagire efficacemente e non è nemmeno una parte preponderante. Chi si allena alla difesa personale se avrà pure un miglioramento nei propri riflessi in termini di tempi di reazione non sarà per questo motivo che sarà maggiormente capace di cavarsela in situazione di perciolo. Infatti, avere riflessi fulminei non vi salverà dall’incidente se la frenata dovete farla sull’asfalto ghiacciato. Ciò che vi salverà sarà sapere come frenare visto che l’asfalto è sdrucciolevole.

Nella difesa personale valgono le stesse regole. Per capirlo è necessario addentrarsi un poco nei meccanismi che coinvolgono la nostra mente quando ci troviamo ad affrontare un pericolo (reale o percepito che sia). Useremo a questo proposito un esempio che, al prezzo di semplificare parecchio l’argomento, sarà in grado di rendere subito l’idea della situazione. Immaginate le vostre abilità motorie, le tante azioni con cui potete reagire, come se fossero degli strumenti da cancelleria. Colla stick, forbici, matite e penne di vario tipo, nastro adesivo, spilline, taglierino, timbri e quant’altro. Ora immaginate lo studio in cui sono riposte. Sulla vostra scrivania ci saranno le cose che usate più spesso e nei cassetti e nei ripiani circostanti quello che usate meno spesso. Magari nell’armadio avete riposto sotto strati di altra roba cose che usate saltuariamente come ad esempio la carta da regalo, nastrini e bigliettini d’auguri.


La nostra mente segue un sistema similare. Tiene in una memoria immediata ciò che sta usando al momento, in una memoria di lavoro quello che gli può servire sulla base del contesto e in una memoria a lungo termine ciò che ritiene possa servirgli in futuro. In una situazione di pericolo la prima cosa che succede è che si perde l’accesso alla memoria a lungo termine. Tutto il materiale riposto "nell'armadio" è inaccessibile. Se siamo ben allenati a reagire in condizioni di stress riusciremo ad utilizzare ciò che, sulla base dello scenario che abbiamo percepito, abbiamo predisposto (ciò che è sulla scrivania)......in caso contrario solo ciò che abbiamo in mano. L’avere una reazione efficace dipende dunque moltissimo dalla nostra capacità di acorgerci per tempo del contesto e della natura del problema. Nella difesa personale, così come nei sistemi di combattimento, si intende questo quando si dice che: l'allenamento passa attraverso il fisico per arrivare a trasformare  la mente. Certo, concluso questo percorso il cammino avviene anche a ritroso. Ma questa è un'altra storia.


 

22 agosto 2012
 
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