Revisione dello strumento militare, senatori d'Italia siete arroganti e scollati dalla "Democrazia"

di Luca Marco Comellini

Nel resoconto della seduta dello scorso 4 luglio della 4^ Commissione permanente del Senato si legge testualmente: "Interviene, sull'ordine dei lavori, il senatore Valerio Carrara (Pdl), osservando di aver ricevuto numerose e-mail di avviso contrario al disegno di legge n. 3271 (Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale) e che detto fenomeno sembra aver interessato anche molti altri parlamentari. Tale atteggiamento, a suo avviso, configurerebbe, però, un'indebita pressione sulla Commissione ed i suoi componenti, che dovrebbero, al contrario, vedersi riconosciuta la possibilità di esaminare un provvedimento così delicato liberi da qualsiasi condizionamento.


Sollecita pertanto la Presidenza della Commissione ad attivarsi per segnalare tale problematica. Concorda il senatore Mauro Del Vecchio (PD), sottolineando che le predette e-mail risultano inviate ad indirizzi specifici di posta elettronica che non dovrebbero essere di pubblico dominio. La presidente Roberta Pinotti fornisce assicurazioni, riservandosi di approfondire la problematica sollevata. Con riferimento, poi, ai quesiti tecnici posti dai mittenti in molte delle e-mail pervenute, si dichiara sicura che anche il ministero della Difesa potrà rispondere nel dettaglio".


Indebite pressioni sulla Commissione, indirizzi di posta elettronica che non dovrebbero essere di pubblico dominio, ma di cosa state parlando cari senatori? Ma vi rendete conto che voi siete (o dovreste essere) i rappresentanti del popolo? Senatori, se non riuscite ad ascoltare il "popolo" - che è sovrano - e il dissenso che legittimamente vi esprime in modo assolutamente democratico allora sarebbe meglio che vi dimettiate subito.


Nelle vostre dichiarazioni si legge una supponenza che è fuori luogo e che dimostra inequivocabilmente come voi siate "scollati" dalla realtà e dalla democrazia. Ben vengano quindi le opinioni dei cittadini militari, ben vengano migliaia di mail ai vostri indirizzi di posta elettronica che sono e devono restare pubblici.  Senatori è un vostro dovere dare risposte e soddisfazione a chiunque vi chieda chiarimenti o vi manifesti il suo dissenso critico, e anche aspro se necessario, purché questo non travalichi i limiti della correttezza e della decenza. E i militari, quelli della truppa, questo limite non lo travalicano mai, in nessuna condizione. Loro non sono arroganti e scollati dalla democrazia.


Sembra quasi che voi vogliate opporvi al dialogo, al confronto con chi dovrà subire gli effetti della legge sulla revisione dello strumento militare e lo fate nel peggiore dei modi come se in quel luogo che è il Senato, simbolo dello Stato democratico, le regole della militarità deviata abbiano definitivamente preso il sopravvento sulla già traballante "democrazia". E poi, a cosa serve chiedere al ministero della Difesa di rispondere nel dettaglio sui quesiti che vi sono stati posti nelle molte mail se non forse a evidenziare incompetenza o a segnalare il nome di coloro che democraticamente vi hanno disturbato?


Il disegno di legge sulla revisione dello strumento militare è forse il provvedimento che più di tutti sta suscitando apprensione e interesse tra i "Cittadini in divisa", e non solo, quindi mi sembra naturale e logico invitare tutti i lettori, militari e non, a scrivere a questi senatori suggerimenti e proteste, e se volete anche attestazioni di stima (dubito che ce ne saranno), ai seguenti indirizzi pubblici di posta elettronica presenti (ancora oggi) sulle schede anagrafiche pubblicate sul sito web del Senato: sen. Roberta Pinotti pinotti_r@posta.senato.it, sen Valerio Carrara carrara_v@posta.senato.it, sen.  Mauro Del Vecchio delvecchio_m@posta.senato.it.





 

06 luglio 2012
 
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