Obiettivo raggiunto, la procura di Civitavecchia ha disposto il sequestro di un blindato Lince

di Luca Marco Comellini

Era il 2 luglio 2009 quando il Pdm tramite il suo cofondatore Maurizio Turco, deputato radicale, compiva il suo primo atto politico ufficiale. Una interrogazione a risposta scritta per chiedere maggiori garanzie ai militari italiani impegnati a bordo dei Vtml “Lince” nelle operazioni di guerra in Afghanistan, che in quei giorni avevano subito «cruenti attacchi». Dopo quel primo atto di sindacato ispettivo ne sono seguiti molti altri, 12 per essere precisi, ma le risposte o sono mancate o sono solo una enfatizzazione esasperata dei pregi del mezzo.


Non sono mancati in quel periodo e nei mesi a seguire gli Ordini del Giorno, accolti dal Governo per voce diretta dell’ormai “ex” Ministro della difesa Ignazio La Russa, e altre interrogazioni con le quali Maurizio Turco ha perseverato nel chiedere e che si procedesse a indagare sulle cause di tante morti o ferimenti. Parole al vento, nell’indifferenza generale ? Forze no. Infatti, quasi inaspettata ieri è arrivata la notizia che la procura di Civitavecchia ha disposto il sequestro di un blindato Lince, identico a quello coinvolto nell'incidente avvenuto il 25 febbraio dell'anno scorso sulla via Aurelia, a Tarquinia, dove morì un militare e altri quattro rimasero feriti. Uno dei tanti incidenti il cui fattore comune è il ribaltamento del mezzo.


Il 22 febbraio scorso il pm ha disposto il sequestro di un Vmtl “Lince” con l'obiettivo di capire, come già emerso da una consulenza tecnica, se sussista “un quadro di potenziale e intrinseca pericolosità del mezzo” in relazione a un incidente avvenuto il 25 febbraio dell'anno scorso sulla via Aurelia, a Tarquinia, dove morì un militare e altri quattro rimasero feriti.Nell'atto di sequestro – riferisce l’agenzia Ansa - si chiede se sussista pericolosità del mezzo militare “specie per quanto attiene la stabilità dello stesso in caso di trasferimenti stradali con andatura a velocità sostenuta, ma comunque notevolmente inferiore al limite meccanico offerto dal veicolo ed inferiore ai limiti di legge”.


Secondo il decreto di sequestro, che - si è appreso - a un mese di distanza il Comando Logistico dell'Esercito non ha ancora provveduto a eseguire mettendo a disposizione il mezzo, la consulenza ha concluso che “le ordinarie operazioni di rientro in carreggiata da un sorpasso in condizioni di velocità compresa tra 80 e 90 chilometri orari (in assenza di prescrizioni del costruttore, del ministero della Difesa o del codice della strada che impongano o suggeriscano limiti di velocità inferiori a 80 chilometri orari), operate anche con normale cautela, possono portare questo veicolo a superare i limiti di sicurezza al ribaltamento, limiti espressi dal massimo angolo di inclinazione laterale del veicolo dichiarato dal costruttore”. La decisione di procedere al sequestro di uno di questi mezzi “è stato deciso perché l'indagine del consulente tecnico della procura di Civitavecchia - spiega il documento - nell'ambito dell'inchiesta sull'incidente stradale, pur attuato su modelli matematici, certamente raffinati e affidabili, lasciano un margine sia pur minimo di approssimazione tale da indurre lo stesso consulente a valutare come opportune analisi sperimentali delle caratteristiche statiche del veicolo (con pesatura del mezzo) e delle caratteristiche dinamiche dello stesso (per la misurazione delle accelerazioni della cassa del veicolo e delle rotazioni dello sterzo in manovre standard)”.


Bene, anzi male, malissimo, ci sono voluti 5 incidenti - come ha riferito il l’ex Ministro della difesa, La Russa, rispondendo lo scorso 1 marzo 2010 a quella prima interrogazione (n. 4-03761) affermando che: «Relativamente agli incidenti occorsi al Vtlm Lince su territorio nazionale, secondo le indicazioni fornitemi dai competenti organi tecnici-operativi risulta si siano verificati 5 eventi a partire dal 2006, anno della sua introduzione in servizio. I medesimi organi hanno precisato, altresì, che tali eventi non sono connessi alla stabilità dinamica del mezzo, peraltro già sottoposta ad una serie di prove comparative con altri veicoli in servizio in Forza armata, i cui esiti non hanno rilevato anomalie nel comportamento su strada del veicolo.». Poi come sappiamo i morti e i feriti a causa di incidenti (ribaltamenti del mezzo) sono aumentati fino allo scorso 18 marzo quando un lince ha preso fuoco e i quattro militari a bordo sono rimasti feriti.


Ben piu' grave l'incidente verificatosi il 20 febbraio scorso, sempre in Afghanistan: un Lince si ribaltò mentre attraversava un corso d'acqua. Tre militari rimasero intrappolati nel mezzo e morirono. E ancora lo scorso 23 settembre: altri tre soldati italiani persero la vita all'interno di un Lince ribaltatosi non lontano dalla base Camp Arena di Herat. In precedenza, altri incidenti - con una vittima ciascuno - si verificarono il 15 ottobre 2009, il 20 settembre 2006 e il 3 ottobre 2004, tutti in Afghanistan. Il ripetersi di incidenti ha alimentato un dibattito sulla presunta instabilità del mezzo, che secondo alcuni potrebbe essere causata dall'appesantimento della blindatura della ralla


Spulciando la banca dati della Camera dei deputati si scopre che le uniche interrogazioni che mettono in discussione il famoso “San Lince” sono quelle che noi del Pdm abbiamo voluto presentare tramite i deputati radicali, di cui Turco è il primo firmatario, per chiedere al ministro della Difesa se, alla luce dei numerosi incidenti, “non ritenga di dover disporre una verifica delle condizioni di stabilità del mezzo Lince e sospenderne l'impiego nei teatri operativi”.


Risposte concrete ovviamente zero. Eppure è singolare quella n. 4-04607 in cui l’On. Turco riferisce «[…] in particolare risulta all'interrogante che presso il Centro di addestramento alpino – raggruppamento addestrativo di Aosta, il sergente maggiore Sandro Liburdi, in data 9 aprile 2009, mentre effettuava un'attività addestrativa come istruttore di guida, effettuando una manovra di scampo su terreno accidentato, a bassissima velocità, si ribaltava con il mezzo Lince causando solo danni materiali e senza conseguenze per l'allievo; il sergente maggiore Sandro Liburdi (istruttore di guida) e il tenente colonnello Michele Del Bene (allievo) rappresentarono immediatamente ai loro diretti superiori quanto accaduto, evidenziando la pericolosità e la scarsa stabilità del veicolo tattico multiruolo leggero (VTML) Lince; in data 1° luglio 2009 nei confronti del sergente maggiore Liburdi è stato avviato un procedimento disciplinare che si è concluso il successivo 9 settembre 2009 con l'adozione della sanzione di cinque giorni di consegna, nonostante lo stesso militare abbia presentato nella fase del giudizio una dettagliata relazione tecnica con la quale ha evidenziato come le già precarie condizioni di instabilità del Lince siano amplificate dalle condizioni di terreno, sconnesso e soggetto a cedimenti, anche a velocità inferiori a quella al limite dello sbandamento […]». La Russa ha risposto. Anzi non ha risposto assolutamente alla questione di maggior interesse: la stabilità del mezzo. Ha fatto un giro incredibile di parole per dirci che tutto va bene e che il Lince è sicuro e che la Difesa studia le soluzioni più adatte


Meno male che gli inquirenti adesso cominciano ad avere dei dubbi. Meglio tardi che mai, e se verranno evitate nuove morti tra i militari almeno il merito sarà anche un po nostro, con buona pace di quelli che continuano a dirci che le nostre interrogazioni non servono a nulla.

26 marzo 2012
 
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