L'uomo nuovo è molto cambiato: il trucco c'è (ma non si vede)

di Asteria Casadio

Sembra essere l’ultima moda del momento: il trucco-non trucco per gli uomini, cioè un trucco che c’è ma non si vede. Senza entrare nel merito della necessità di un maquillage invisibile bisogna, sin da subito, chiarire  che l’argomento, alla stregua di chiacchiere da bar, non meriterebbe alcuna trattazione se non fosse, palesemente, l’estrema novità di una società assuefatta.  Molteplici sono i magazine on line e cartacei che se ne occupano e basta una  brevissima ricerca  per trovare su internet video che svelano tutti i trucchi del mestiere (è proprio il caso di dirlo!) sperimentati su un’accondiscendente  cavia di sesso maschile.

Un certo sbalordimento credo sia naturale alla lettura  di notizie simili, ma, a ben ragionare, non c’è un motivo reale per cui le donne possano (anzi quasi  debbano!) truccarsi e gli uomini no;  secoli di storia, tuttavia,  depositati anche su coloro che hanno  una mentalità più aperta alle novità di una società in continua evoluzione, fanno arricciare il naso di fronte ad un uomo che discute con sua moglie sulle potenzialità del mascara x o litiga con  lei per il possesso del fondotinta y.  Si potrebbe forse affermare  che delle donne è  propria la seduzione, di cui il trucco è un mezzo, mentre agli uomini sono connaturate altre modalità di corteggiamento e conquista, ma sarebbe comunque non sufficiente a giustificare l’incapacità di apprezzare l’idea di un trucco for man.


Ciò che maggiormente disturba, invece, è l’idea che il benessere e il consumismo abbiano lasciato così tanto spazio  alla ricerca del trendy, del nuovo, dello stupefacente. Assuefazione si è detto, e di questo sembra trattarsi. Ritorna in mente una vecchia storiella abruzzese che vede un uomo manchevole di tutto (casa, cibo, acqua) lamentarsi e cercare altro anche dopo il soddisfacimento di tutti i bisogni. Saggezza popolare, che trova molteplici attuazioni, oggi, nella ricerca del perfezionismo tecnologico, della tv del dolore, delle mere ubriacature dello sballo del sabato sera.  Horkheimer e Adorno direbbero che la moda (in questo caso il maquillage) non è altro che parte di un’industria che come tale cerca il nuovo (o quello che dovrebbe esserlo) per vendere. Noi, più semplicemente, potremmo affermare con un altro detto antico: chi non ha pensieri, se li crea.


 

24 marzo 2012
 
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