La mente positiva: pura fortuna o attenta "costruzione"?

di Pepe Caglini

Tutto lascia pensare che questa crisi durerà a lungo e che in un modo o nell’altro tutti noi ne usciremo avendo però dovuto cambiare abitudini e mentalità, a meno che questo non sia in fondo già avvenuto. Infatti mi capita talvolta di incontrare persone che conosco da tempo delle quali ricordo bene carattere e modo di fare: la loro faccia è cambiata, l’espressione si è incupita, il discorso sempre più ossessivamente fissato sulle difficoltà presenti e soprattutto future.


Conosco queste sindromi. Sono come dei gorghi, tendono a trascinarti dentro. Sono contagiose e possono diventare vere e proprie epidemie. Non si limitano a rovinarti la vita, spesso senza una reale causa. No, vanno oltre. Se non stai attento – e quasi nessuno lo è – pian piano si fissano nell’animo e ti cambiano in peggio, perché questa è la caratteristica del nostro cervello, quella di essere modificabile a forza di essere sottoposto a determinati stimoli.


Viviamo tempi difficili e dobbiamo stare attenti a non  farci danneggiare più del dovuto. Come? Attrezzando la nostra mente in positivo, invece di lasciare che essa venga indebolita giorno dopo giorno in modo subdolo ma incessante dalla sua tendenza naturale, se non contrastata, a farsi attirare dal gorgo. L’ipotesi di lavoro è questa ed è molto semplice: visto che il cervello apprende e che se lasciato a sé stesso potrebbe apprendere cose negative, perché non assumere l’iniziativa  e indirizzarlo verso il positivo? Se il giochetto – che invece è una cosa molto seria – riesce, potremmo prendere due piccioni con una fava: dare un po’ di tregua alla nostra anima, così martoriata in questi tempi grami, e contemporaneamente diventare un po’ più padroni di noi stessi. Vale la pena scommettere – come diceva Pascal – non vi sembra?


Vediamo un po’ come si fa. Per prima cosa dobbiamo focalizzare bene l’immagine della persona positiva per dono di natura. Sono poche ma pur esistono e ognuno di noi ne conosce  per fortuna qualcuna. Bene, dobbiamo a questo punto semplicemente imitare i loro atteggiamenti mentali, anche se l’operazione vi sembrerà, all’inizio, molto artificiosa. Infatti lo è ma non preoccupatevi di questo, pensate solo che l’imitazione – proprio come avviene per gli atleti – “costringerà” il vostro cervello all’apprendimento solo che, in questo caso, lo spingerà ad un apprendimento utile al posto di quello non utile o dannoso.


Questa “imitazione” di cui sto parlando va presa alla stregua di un allenamento sportivo del quale ha la natura e anche le caratteristiche  fisiologiche: è infatti la ripetizione che produrrà l’effetto desiderato che, man mano che si sta instaurando, non sarà più percepito come artificioso. Diventerà invece sempre più naturale, il vostro cervello imparerà cioè a reagire agli eventi in modo positivo, anziché negativo. Mi chiedete se ci vuole un certo sforzo per ottenere tutto questo? Certo che ci vuole, cribbio, ma se pensate di poter arrivare ad una delle più grandi conquiste della vita senza pagare pegno, avete sbagliato articolo ragazzi! Abbiate fede e mettetevi al lavoro.


Piuttosto una cosa molto utile, mentre siete diligentemente impegnati nello sforzo dell’imitazione, è sapere come funziona una mente naturalmente positiva: questo rende l’esercizio più consapevole, più vicino al modello e conseguentemente più efficace. Ecco le cose più importanti da tenere, è la parola, a mente.


- Una mente positiva non si preoccupa mai – né perde tempo – con cose sulle quali sa di non avere alcun controllo, semplicemente passa ad altro. Riflettete : su quante delle cose che attualmente vi preoccupano potete dire di avere un reale controllo? Algoritmo mentale da seguire: ci puoi far niente? No? Smettere immediatamente di pensarci!


- Una  mente positiva, anche nei periodi peggiori, si dà sempre uno Scopo fondamentale (forse ha capito che lo Scopo è terapeutico in sé, a prescindere dal suo oggetto): quindi studia un piano per poterlo raggiungere e agisce in conseguenza, concentrandosi su ciò che fa momento per momento. La concentrazione è un forte antidoto alla negatività.


-   Una mente positiva non prende nulla sul serio – a cominciare da sé stessa – e preferisce la risata al piagnisteo e alla lamentazione. Mettete in pratica a partire da questo stesso momento e non smettete mai più di lavorare sul vostro senso dell’umorismo per farne una vera e propria bandiera.


- Una mente positiva in ogni rovescio della fortuna scopre il seme dell’opportunità che può portare con sé o comunque dell’insegnamento che vi si nasconde. Pensate a questo, non al rovescio della sorte,  sul quale non potete farci niente.


- Una mente positiva sa usare il vantaggio della collaborazione con altre menti, non si isola ma si confronta, si apre ad  altri punti di vista e soprattutto sa porre termine ad una contrapposizione sterile.


- Infine, una mente positiva non smette mai di osservare ciò che succede con lo stupore infantile dello scienziato e con il disincanto smaliziato ma anche tollerante di chi assiste ad una satira di dubbio gusto. Della serie: succede di tutto e nessuno, come sempre avvenuto, è mai al riparo di nulla. Perciò nessuna illusione e godiamoci invece quello che abbiamo perché, con tutto questo trambusto, potremmo dimenticarcelo.


 Insomma penso  di avervi dato un bel compitino per l’estate.  Chissà che non serva per affrontare meglio un autunno decisivo per tutti noi.

31 luglio 2012
 
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