Una strana nave si aggira nel Mediterraneo

di Pepe Caglini

C’è una strana nave che si aggira nel Mediterraneo. Sembra galleggiare ma non si sa ancora per quanto. Il suo movimento è ondivago e incomprensibile è la sua direzione, più effetto di correnti avverse che di moto proprio. La sua posizione è da brivido, così vicina agli scogli, le capacità manovriere ridotte al minimo per qualche oscura avaria o maledizione e, come se non bastasse, le condizioni del mare stanno peggiorando.

A bordo la confusione è massima e nella stessa plancia non c’è accordo. Pochi ufficiali costernati si rendono conto che l’avaria che rischia di tirar giù la nave non è risolvibile con i mezzi di bordo perché non  è un’avaria vera e propria ma un difetto di sistema, una bella pensata dell’armatore che, essendo rimasto in passato scottato da certi capitani troppo intraprendenti e decisionisti, aveva decretato, contravvenendo a tutte le regole marinaresche oltre al semplice buon senso, che a bordo di questa nave tutto si sarebbe dovuto svolgere in una atmosfera molto democratica con pesi e contrappesi di ogni genere così che in definitiva nessun ordine potesse essere dato senza che a qualsiasi mozzo non fosse concessa la facoltà di “correggerlo”, beninteso allo scopo di migliorarlo e non certamente invece per mandare la nave da un’altra parte, magari dove a lui o alla sua cricca fosse convenuto.

Fu così che il Comandante, definito (pensate la furbizia) primus inter pares, venne praticamente messo sotto tutela, rafforzata, qualora la prima bestialità non fosse bastata, dall’avergli messo a fianco, a maggior garanzia di una navigazione veramente democratica, una specie di Supremo Pilota con funzioni, per carità, di innoffensiva moral suasion cui però tutti gli ufficiali finiscono per guardare, quando l’ordine viene dato, per capire se di vero ordine si tratta o solo di scemenza dal sen fuggita, cosa che, quando capita, si capisce quanto possa aumentare l’autorevolezza e l’efficacia di chi sta al comando.

In una siffatta nave, il cui assetto di governance solo una mente a tutto interessata meno che alla possibilità che il bastimento potesse raggiungere un qualsiasi porto ancora galleggiando poteva concepire, soprattutto laddove avesse incontrato mari tempestosi, come puntualmente avvenuto, si trovano a convivere, con reciproca scarsa sopportazione, tre tipi umani. Da una parte pochissimi ufficiali algidi e scostanti che cercano di risolvere inopinatamente il difetto di sistema con manovre da accademia che la nave però, nella pratica, non regge. Dall’altra molti pseudo-subordinati intriganti e in malafede che usano i poteri di veto che gli sono stati sciaguratamente conferiti per sabotare anche le buone iniziative, annusandone il potenziale pregiudizio dei loro osceni privilegi. Infine una ciurma di passeggeri sempre più affamata e stralunata che finirà per diventare pericolosa, solo questione di tempo. E’ bene ricordare che così nascono gli ammutinamenti.


E’ evidente che tutto ciò che sta succedendo a bordo doveva succedere, non ci voleva molto per capirlo. Ecco, per esempio, che dalla plancia scende in sala macchine la richiesta di più giri alle eliche ed ecco puntuale la risposta dell’ufficiale di macchina: niente aumento di giri perché è pericoloso per i motori, non ce lo possiamo permettere. Ecco ancora il piano dell’ufficiale di rotta per uscire dal groviglio di scogli in cui si è cacciata la nave ed ecco la risposta degli altri ufficiali : no, così dobbiamo fare troppe guardie, non ci va bene. Ecco infine il suggerimento del commissario di bordo per dare più generi di conforto ai passeggeri stremati e ti pareva che la reazione non fosse immediata e scontata: i generi di conforto servono a noi, anzi in verità li abbiamo già consumati.

Perfetto. Sistema perfetto per un naufragio da manuale. Questa strana nave che pur continua, se così si può dire, a navigare, ha il destino segnato. Ciò che fa più male è che non ha falle allo scafo né problemi ai motori, né si può dire che la ciurma rifiuterebbe sacrifici ulteriori se vedesse la salvezza di fronte. Andrà invece sugli scogli solamente per l’insipienza oramai palesemente inconcepibile di chi continua a non voler vedere la realtà.

In questa situazione che sta facendo infatti l’armatore? Non è forse necessario prendere atto, pur tardivamente, che cambiare gli ufficiali senza cambiare in modo radicale le regole di bordo non porterà la nave fuori dalle secche? Chi ci sta pensando ? Cosa pensa in proposito? Perché non esce allo scoperto ? Sveglia!

11 giugno 2012
 
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