

A Los Angeles per un po' di giorni a spupazzarmi a tempo pieno la bimba del mio bimbo, supero per un istante l'incondizionato coinvolgimento sentimentale per azzardare un'osservazione antropologica: i bambini di oggi possiedono - evolutivamente parlando - un'intelligenza decisamente superiore. O quantomeno, un'intelligenza molto ma molto diversa da quella dei bambini di pochi anni fa.
E' cambiato il modello stesso, lo stesso metabolismo, dell'intelligenza. Guardando Isabella, mi sento di dire che dal punto di vista antropologico quello che stiamo vivendo è come il passaggio dalla terra piatta alla terra rotonda. Anzi no, molto di più: perché se la scoperta di vivere su un globo restava -pur con un enorme ribaltamento di prospettiva mentale - tutto sommato esterna, adesso è come se ci fossero milioni di passaggi di terre da piatte a rotonde, uno per ciascuna delle nostre menti, dei sistemi nervosi, delle facoltà percettive e cognitive.
Restando dentro questa metafora, la terra piatta - quella da cui i bambini cresciuti oggi si stanno sempre più allontanando- è l'idea che ci sia soltanto un'intelligenza: quella con cui siamo stati educati per centinaia di anni, quella logica, analitica, sequenziale, binaria. La terra rotonda è la proliferazione di milioni di modi di pensare unici e particolari, dove si combinano informazioni e materiali da tempi e spazi molteplici, e quindi si genera un'intelligenza connettiva. Se vogliamo semplificare, stiamo passando da un'intelligenza fondata sulla frammentazione a una fondata sulla connessione.
Chiaro che la mente di questi nuovi bambini corre rischi: la dispersività , la scarsa capacità di concentrazione, la difficoltà di corrispondere a così tante possibilità di scelta. Ma ci piaccia o no, è comunque in questa direzione connettiva e molteplice che la corrente sta irresistibilmente fluendo. Il vecchio modo di pensare poteva corrispondere a un mondo ancora meccanico, ma è completamente anacronistico in un universo sempre più globale.
E' in questo senso che quei sistemi di pensiero e di educazione che ancora oggi misurano l'intelligenza su una base logica non sono davvero diversi da quanti pretendevano che la terra fosse piatta. Quella dei bambini che crescono adesso è un'intelligenza più fluida, più plurale, più sensoriale, più tattile, più rapida. Più biologica, in definitiva: nel senso che tende a combaciare con il metabolismo del nostro sistema nervoso e della natura stessa.
Vedo Isabella come è a ventun mesi, la vedo muoversi, la vedo come percepisce le cose intorno, la vedo affrontare le parole e le relazioni, e mi sembra – non credo sia in questo senso un'eccezione - molto più mentalmente dinamica di qualunque
altro bambino io abbia mai visto in passato. Sì, ci saranno rischi, con questi bimbi (e perché, con quelli prima forse no?!): ma credo ci sarà dannatamente da divertirsi a vederli crescere.
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