

Sì, ci vorrà del tempo per verificare se davvero i neutrini corrono più veloci della luce e se il buon vecchio Einstein è stato superato. Se la scienza è così tanto più scientifica di ogni altra disciplina, è proprio perché ogni volta si impegna a trasformare un eclatante esperimento in prova inconfutabile. Però a ben vedere che qualcosa fosse più veloce della luce noi lo sapevamo già . Ce l’aveva detto Superman, e chissà che i ricercatori che hanno scatenato i neutrini non si siano formati proprio sulla parola d’ordine del supereroe con il mantello blu.Â
Ma provate a pensare anche a una delle metafore più suggestive del nostro linguaggio: quella del colpo di fulmine. Credo sia impossibile misurare se quel senso di folgorazione che proviamo davanti all’apparizione di una donna che viene a cambiare la nostra esistenza sia più o meno veloce della luce: ma anche senza prove scientifiche sappiamo che in quel rivelatorio momento accade un fenomeno di vera, autentica illuminazione. Noi riceviamo cioè su quella donna (o su quell’uomo, se a leggermi è una fanciulla) più informazioni - genetiche, culturali, sessuali, vitali - con più intensità in meno tempo.Â
In quel folgorante istante si sta cioè affermando un particolare modello di conoscenza, luminoso quanto la luce se non di più. Non mi intendo di apparizioni mistiche –San Paolo folgorato sulla  via di Damasco, e simili- ma da come ci vengono raccontate penso proprio che il modello cognitivo sia analogo. Ecco, personalmente ho sempre creduto e adesso credo ancora di più alla superiorità della conoscenza luminosa. Credo cioè che la conoscenza logica, lineare, metodica, analitica, sia ovviamente importante ma non contenga e non veicoli la stessa forza cognitiva che noi sperimentiamo nei momenti illuminanti.
Pensate anche a un’immagine come quella della lampadina che - eureka! - si accende nella nostra mente: ogni volta che un’idea, una persona, un’esperienza, ci colpisce con questa prepotente istantaneità , noi passiamo dal mondo dei concetti statici a quello dinamico dove istantaneo e infinito si incontrano. Si tratta proprio di un evento fisico: perché quando gli schemi rigidi si dissolvono, lì l’energia è più libera di correre. Naturalmente, quell’impulso folgorante dovremo poi verificarlo, allenarlo, approfondirlo: ma intanto attraverso il nostro intero organismo –pelle, mente, occhi, sensi, sistema nervoso- qualcosa in noi, nella nostra relazione con il mondo e le cose, è scattato, si è acceso.Â
Butto lì in due parole un tema che sarà il caso di riprendere più ampiamente un’altra volta: ma il limite di tutti i modelli di apprendimento fondati sull’educazione culturale è proprio questo, che quei modelli avranno indubbi meriti ma non sono minimamente in grado di produrre lampi, slanci, illuminazioni cognitive. Attraverso un modello cognitivo in sintonia con l’energia luminosa, noi davvero conosciamo di più, di una conoscenza pienamente viva.Â
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