Crisi, "spread", mercati: nella jungla europea non ci si capisce nulla

di Oliviero Beha

Dovete perdonarmi, ma farò delle domande da bar, di quelle che possono capitare negli incontri casuali, in pubblico, in viaggio, o dove sia. Sono domande che a volte hanno una risposta ovvia o quasi, altre richiedono approfondimento, altre suscitano da subito divergenza d’opinioni. Hanno un solo pregio, nella loro rozzezza. Che non possono non muovere il pensiero e non far roteare qualche idea o qualche dubbio in più. Per le risposte chiedo aiuto, e in conclusione dico la mia almeno su un punto fondamentale, la democrazia reale o percepita.


1) E’ vero che politicamente la Comunità Europea non è mai nata pur se ce ne sarebbero tutti gli auspici e credo il bisogno?


2) E’ vero che l’aspetto più importante è stato ed è quello economico, tradotto monetariamente nella valuta chiamata euro?


3) E’ vero che alla soglia del Terzo Millennio nella conversione in euro delle monete nazionali si sono fatti soprattutto gli interessi di Germania e Francia (nell’ordine, e rigorosamente) ?


4) E’ vero che la conversione della lira è stata fatta senza i dovuti controlli o perlomeno senza la continuità di essi per il tempo necessario a garantire che ogni euro valesse davvero 1936, 27  lire e non le 1000 che oggettivamente e da subito vale impoverendo terribilmente il Paese ?


5) E’ vero che ciò è dipeso dal trapasso da Prodi/D’Alema a Berlusconi, con i primi in uscita che non avevano interesse a controllare un’operazione che l’avversario aveva contrastato e il Berlusca che la individuava come un’arma politico-elettoralistica per accusare gli altri di “abominio europeistico”?


6) E’ vero che gradualmente, forse da prima di tutta la “operazione Europa” come sostengono tesi documentate già dal secondo dopoguerra e comunque dopo la riunificazione tedesca, oppure forse “durante” tale processo, gli interessi che sono prevalsi stracciando tutti gli altri aspetti sono stati quelli economici ?


7) Dunque le Banche, la grande finanza, dove si trova il denaro che cresce su se stesso e che rende ostaggio di sé ogni potere e ogni politica, anche la migliore (e non è certamente questo il caso attuale) come la storia non si stanca di dimostrare?


8) E allora la fine che sta facendo la Grecia, con il suo debito affogato, che rischiano Italia e Spagna in preda alla speculazione, la fine che mette in pericolo l’organizzazione planetaria coinvolgendo anche le superpotenze non europee o solo contigue al vecchio Continente, come Usa, Cina e Russia, si può intravedere alla moviola?


9) In questo caso l'obiettivo dichiarato delle stanze dei bottoni non sarebbe proprio l’esatto contrario di quello che in realtà si vuole perseguire laddove si prova a decidere il destino degli Stati ormai sempre più spossessati di sovranità politica?


10) Se è così, chi può parlare oggi ancora realisticamente di democrazia “solo perché” si va ancora a votare, a partire dalle urne greche?


Sono 10 domande giuste giuste, cui allego queste poche righe tratte dal mio Il culo e lo Stivale,ed. Chiarelettere, in libreria, dal capitolo intitolato “La Merkel e la democrazia viste dal di dietro”. “…Se quindi politica ed economia non sono più «culo e camicia» e la prima è alle esclusive dipendenze della seconda,in discussione non c’è solo il debito sovrano o il perverso funzionamento degli istituti di credito a qualunque livello, dal Fondo monetario internazionale all’agenzia di paese: c’è appunto la democrazia, o un’idea di democrazia. Che forse oggi è un lusso. «La democrazia è una forma di religione. È l’adorazione degli sciacalli da parte dei somari» scriveva nella prima metà del secolo scorso un intellettuale efficace come lo statunitense Henry Louis Mencken. Forse è un po’ troppo... Ma se non ce la potessimo più permettere? Se la regressione barbarica di un mondo camuffato da ultimo.


modello tecno-scientifico non consentisse un accettabile livello di vita democratica, per rappresentativa e/o partecipativa che sia? Ovviamente non cito neppure la formula «diretta» in una temperie da televoto... Se oggi, con i cambiamenti epocali di cui da un mese all’altro constatiamo gli effetti, l’unica democrazia vera fosse «quella che non c’è», ossia il cammino da percorrere per conquistarla?...”. Vedete un po’ voi…

19 giugno 2012
 
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