I numeri dell’economia sono crudeli ma la “casta” fa finta di non capire. Stanno aspettando i “forconi”?

di Oliviero Beha

Provo ad anticipare le reazioni a questo articolo e la mia risposta. Per portarmi avanti con il lavoro...Alla fine mi chiederete o mi chiedereste come quasi sempre una ricetta, ossia "che cosa fare" in una situazione tanto disastrata. Non lo so, perlomeno non ho né ricette né soluzioni taumaturgiche. Credo che si debba vedere il male minore. E il male minore è un ricambio dell'intiera classe dirigente di questo Paese, compromessa con lo sfascio,che avvenga per necessità impellente su pressione popolare. Nel frattempo però qualcuno deve governare, cercando di rimediare il più possibile a decenni di guai: quindi se non c'è nessuno più in gamba di Monti, mi tengo lui e cerco "democraticamente" di sorvegliarlo, guardando anche all'immediato futuro: per esso la domanda, oltre al risanamento almeno parziale dello stato di salute economico dell'Italia, riguarda il fatto che Monti operi in direzione del ricambio di cui sopra, oppure no. Questo è il presente. E la mia premessa. Veniamo all'articolo.


Nell'ultimo scrivevo della sfiducia pressoché totale degli italiani nei confronti di "questi" partiti politici e temo ormai anche in buona parte nei confronti di "questa" politica tradotta nella "politica" e basta. Bene, cioè male. Nel frattempo Confindustria dice che per l'Italia questa crisi è peggiore del '29, e snocciola numeri paurosi. Nell'ultimo si evidenzia "come la nostra economia stia soffrendo addirittura di più di quanto accaduto durante la Grande Depressione. Tra il 1929 e il 1935 il prodotto interno lordo del nostro paese subì infatti una flessione di circa il 5%. Dal 2007 ad oggi l'arretramento è stato invece del 6%. Si tratta per di più di una peculiarità tutta italiana perché nel resto del mondo è invece accaduto esattamente l'opposto. Se infatti nella prima metà degli anni Trenta l'economia mondiale registrò una contrazione del 6%, nei 5 anni appena trascorsi il Pil è cresciuto a livello globale di quasi il 25%".


Il rapporto fornisce un'analisi dettagliata e ricca di cifre sul malessere della nostra economia." L'Italia inizia la sua lunga frenata già nella seconda metà degli anni 90 ma negli ultimi 10 anni il rallentamento si fa più intenso e il distacco rispetto agli altri paesi aumenta. Tra il 2000 e il 2010 il Pil pro capite italiano, ossia la ricchezza prodotta da ogni abitante, diminuisce del 2,3% mentre in paesi come Germania, Gran Bretagna e Svezia cresce di oltre il 10%, in Spagna del 7 e in Francia del 5%. Nella classifica delle economie mondiali l'Italia è così scivolata dall'ottavo posto che ricopriva nel 2000 al decimo attuale, con la prospettiva di perdere un'altra posizione prima del 2016". In più ogni neonato viene al mondo da noi con oltre 32 mila euro di debito sovrano sul capo. Mi chiedo dove fosse Confindustria in questi anni...


Nel frattempo sono usciti i redditi (generici e incompleti, of course ) dei nostri parlamentari, a partire dal leader in questo e in altro, cioè Berlusconi, che dichiara oltre 48 milioni di euro per il 2011, in crescita. La crisi non lo tocca, è giusto che si sappia. Ma la crisi non tocca neppure l'ex tesoriere della Margherita, Lusi, sotto una montagna di accuse da "apriti Sesamo" per una cifra astronomica (23 milioni di euro) proveniente dai rimborsi elettorali e sparita nel nulla (nel nulla? Ma figuriamoci...). Peccato che l'uomo dichiari entrate per 305 mila euro, che se connotate con un "solo" è offensivo per quasi tutti gli italiani che pagano le tasse e se invece riferite alla cifra sotto esame da parte degli inquirenti diventano ridicole e a quanto pare penalmente rilevanti. Anche qui la domanda è: ma chi può credere davvero che una politica così lautamente finanziata da noi e collusa tanto spesso con la delinquenza organizzata o mafiosa potesse ignorare il "buco" nel quale stanno precipitando le fasce più deboli della popolazione?


Nel frattempo grandi manovre attorno alla "zona grigia" che circonda e infiltra le mafie venendone infiltrata: c'è il caso Dell'Utri, e il "concorso esterno all'associazione mafiosa" messo fortemente in discussione. Ne ho parlato ieri a "Brontolo", su Rai Tre, con Caselli, Mantovano, Quagliariello ed Ayala, e ognuno si può fare un'idea degli interessi che premono da parte del Palazzo: basta una cliccatina, il video è in rete (titolo: "Bande di concorso (esterno)"...). Peccato che la lotta alla mafia passi anche per una ripulitura del Palazzo coinvolto, quindi di una "casta" che non molla, quindi di una lotta all'economia grigia o nera, quindi alle cifre mostruose di questa economia criminale che insieme all'evasione/elusione sta divorando quei conti da cui siamo partiti.


Eppure c'è ancora qualcuno che rimpiange Berlusconi, o i suoi avversari, cioè la politica che è ancora al comando, come se quest'Italia non fosse il risultato di un fenomeno di auto-conservazione di una specie che ha perso molto, troppo, quasi tutto di umano per trasformarsi in Organismi geneticamente modificati dal potere. Forse è l'intiero Paese a essere diventato una folla di Ogm ma se non fosse ancora così, beh, bisogna far sentire "civilmente e democraticamente" questa pressione. Come ho scritto all'inizio, se non siete arrivati a leggere fino qui...




20 marzo 2012
 
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