

Magari saranno la neve e il gelo, e la sconfitta contro il Generale Inverno (ma non credo proprio sia quello...): ti si ghiaccia il pensiero e fai uscire le parole alla bene e meglio, come ghiaccioli. Ma il risultato è sotto gli occhi di tutti. In pochissimi giorni due strabilianti "gaffes", per usare un eufemismo. Prima il viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Michel Martone, nato e cresciuto all'interno del recinto "Boiardi di Stato", dà degli ""sfigati ai giovani non ancora laureati a 28 anni. Accade in un convegno, senza neppure il fremito della tv. Apriti cielo.
Il giovane Michel, di cui si ricostruisce anche su internet senza fatica il cursus honorum che non fa pensare esattamente a lui come unico candidato a quella poltrona..., si scusa dicendo che "forse il termine era sbagliato...". Tre giorni fa, mentre si addensano nubi scurissime sull'art.18, la situazione del lavoro che non c'è, le proteste di piazza ecc., il sobrio premier Monti se ne esce a "Matrix", nell'ennesima performance televisiva, sulla "monotonia del posto fisso". Con tutto quello che ne è conseguito, nelle reazioni violentissime sul web ma anche accese fisicamente ovunque si volga lo sguardo.
Per trovare motivi di conforto in questa valle di lacrime oggettiva ma anche metaforica, giacché la comunicazione riguarda i due livelli di impatto, cioè la realtà & il racconto della realtà (qui ne parlo spesso essendo a mio parere questione cruciale), oltre a guardare al recente passato italiano debbo dare un'occhiata alla contemporaneità americana. Negli Usa -roba di ore fa...- il favorito delle primarie repubblicane per scalzare poi Obama, Mitt Romney, ne ha detta una stratosferica iniziando un discorso con un significativo "Non mi preoccupano i poveri, quelli hanno una rete di protezione, invece sono concentrato sui ceti medi" che ha infiammato la comunicazione statunitense. Ma questi confronti non ci dovrebbero risollevare più di tanto. Che Romney sia questa cosuccia, o che i governi italiani pre-tecnici (li chiamiamo così, gli attuali, solo per comodità lessicale e per "distinzione" dai precedenti: sappiamo che è semplicemente "un'altra politica") ne abbiano combinate anche a parole di tutti i colori, non migliora lo stato delle cose.
Che mi sembra il seguente, citando un teorico come Nanni Moretti nel suo "Palombella rossa" ormai lontanissimo nel tempo, quando nella parte di un pallanotista speciale diceva all'intervistatrice: "Trend? Ma come parla...! Lo sa, vero, che chi parla male pensa male ?", o qualcosa del genere. Non si può usare il termine "sfigati" da quel pulpitino senza essersi posti prima la questione degli effetti che avrebbe sortito ma ancora prima che idea si ha dei giovani italiani che studiano, delle loro condizioni, delle contraddizioni del "mercato" della ricerca e di quello del lavoro ecc. Voglio dire che si può arrivare a uno status oggettivo pensandoci e parlandone molto meglio, così che la domanda è: non c'era nessuno più in gamba del suddetto Martone per farlo ? E se è un governo di "tecnici", in questa mia virgolettatura non ci dovrebbe essere un posto largo per la giustezza della comunicazione?
Il discorso si fa ancora più sdrucciolo ed eclatante per il maggiore in grado dell'attuale Governo Riparatore, o della Politica del Pronto Soccorso: come fa Monti a non sentire l'uccellino che gli dice, un attimo prima di buttarsi sul concetto e sul vocabolo "monotono", "pensaci, Mario, non lo dire, perché oggi gli italiani giovani ma naturalmente anche i loro genitori non si possono permettere il lusso di dissertare sulla monotonia del posto fisso giacché è proprio perché siamo ridotti così, senza lavoro, ad onde, a cavalloni di precariato, nella crisi più profonda dal secondo dopoguerra, è proprio per questo che sei arrivato tu"?
E' ovvio che sia il discorso sullo studio, gli anni dedicati, il collegamento con il lavoro, sia quello sul posto fisso in un mondo sempre più precario, sono centrali per capire e agire nel contesto: ma le parole sono pietre, carissimi, e a nessuno fa piacere riceverle specie se veniamo da una radice cristiana che ci ha detto qualcosa di leggermente negativo sulla lapidazione e su chi può scagliare la prima pietra...
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