"Certo che ce l’ho con Berlusconi, per come ha ridotto questo Paese"

di Oliviero Beha

Ancora prima del tema, una nota per i lettori: io non censuro nessuno, e mi sono preso tonnellate di contumelie da persone che leggono forse il titolo, oppure neppure quello, che contestano me e non quello che scrivo (legittimo, ma non si fa una bella figura se non si motiva l'antipatia in modo critico, bensì trattandomi da gelato: non mi piace la stracciatella o la fragola…), che travisano tutto e abituati come sono a tifare, da curva, mi accusano di avercela con Berlusconi. Certo che ce l'ho con Berlusconi, da cittadino, per come ha ridotto questo Paese avendone da poco meno di vent'anni la principale responsabilità politica mischiata ai suoi affari di uomo tra i più ricchi al mondo cui la politica ha prima salvato le aziende e poi ha pesantemente contribuito a farle decollare.


Ma ce l'ho anche (siete arrivati fin qui o avete già smesso?) con l'intera classe politica complementare a Berlusconi che in tutti questi anni pasoliniamente dovrebbe essere sottoposta a un `processo` almeno etico per aver dato una sequenza di spinte per la scesa al degrado e allo svuotamento della politica stessa, dalla Bicamerale di 15 anni fa in poi. E ce l'ho anche con un Paese che non reagisce, se non in parte e tardivamente, che ha continuo bisogno di altri, di `eroi` o simileroi e mitizza Saviano dimenticando che un magistrato ,Procuratore Aggiunto a Reggio Calabria, è sotto scorta dal 1989, aprile di ventidue anni fa, semplicemente perché fa il suo lavoro di indagare e far arrestare le famiglie di n'drangheta spesso colluse con il potere politico, periferico (in Calabria come a Milano, vedi i rischi Expo) e centrale.


Quindi non censuro nessuno, mando un articolo e basta, la mia linea politica che può sembrare molto impolitica in un'Italia che ha sventrato il concetto stesso di politica corale, per gli altri, prevede di dire e scrivere quello che penso e continuerò a farlo finché potrò. Se mi dimostrate che sbaglio e non che vi sto sulle scatole, legittimo ma ininfluente, come diceva il futuro canonizzato del 1 maggio, anche festa del lavoro (San Pietro contro San Giovanni?), vorrà dire che `mi corriggerete`. E adesso in due parole il tema: la salute della politica. Se un Presidente più cavouriano che garibaldino come Napolitano non ce la fa più, e arriva a dirlo apertis verbis a proposito di tutti i pasticci fatti sulla giustizia da questa maggioranza e i risvolti dei manifesti anti Pm equiparati ai brigatisti (così da inferire colpi formidabili a una magistratura già traballante di suo perché come ho scritto anch'io, e anche qui, tante volte innegabilmente la `macchina della giustizia non funziona`), vuol dire che siamo proprio alla frutta.


Credo di sapere che cosa pensino Berlusconi e i suoi: speriamo che il buon Dio lo faccia riposare presto in santa pace, così che prima della su autodissoluzione veloce il Caimano possa tentare l'ascesa al Colle. Del resto la stessa formula in una politica così degenerata nel 2001 alla seconda vittoria di Berlusconi faceva accendere candele votive a sinistra (laica o confessionale che fosse, in certi casi le differenze evaporano…) perché il suo brutto male di allora se lo portasse via. Sono contento cristianamente che non sia successo, credo che tutte le voci, anche pretesche, che oggi gli augurano tutti i mali del mondo a partire da `un bell'ictus`, siano il contrario di ogni etica e quindi anche di ogni accettabile contenuto politico. Dunque mi spiego ma non giustifico le presumibili preghiere antiquirinalizie del Berlusca e dei soci, mentre invece Bersani e i suoi accendono per Giorgio continuamente ceri. Ma perché gli conviene. Ma se è questa la politica oggi, invece che ciabattare di censure non sarebbe meglio provare a ritessere una tela comune tra i cittadini, una volta sudditi e ora soltanto consumatori per di più in crisi economica? Associazioni culturali, reti nella Rete, idee e discussioni e non tifo accecato, una richiesta di un Paese più decente per i nostri figli ecc.? Niente, tutto un Berlusconi boia o un Berlusconi salvatore, e noi in mezzo, ad affondare nella palude.


P.S. Per favore, niente richieste del tipo `scendi in piazza tu` perché ho tentato di dare una mano rimettendoci tempo e denaro con una Lista Civica Nazionale nel 2007 quando le doppie scalate bancarie con relative intercettazioni ci dimostrarono che erano tutti d'accordo, soldi e niente legalità, i tre del Berlusca, Comincioli, Cicu e Grillo (Luigi, non Beppe…), e i tre capataz dei Ds D'Alema, Fassino e Latorre, tutti scappati dall'interrogatorio del Gip Forleo a gambe levate. Come andò ?

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19 aprile 2011
 
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