Come definire le politiche del nostro governo: follia o cinica strategia?

di Giovanni Acquati

Le scelte di politica economica del nostro Governo sono sempre più chiare e vanno decisamente in un’unica direzione: quella di impoverire la gente, creare disoccupazione, ridurre i benefici sociali e il welfare, scardinare il potere dei lavoratori e dunque dei sindacati. I cittadini sono oggetti da usare a piacimento e devono essere sottomessi. Molti utilizzano ormai apertamente il termine follia per spiegare le scelte fatte e per le conseguenze che ne derivano, ma io sono più propenso a credere che sia invece peggio, ovvero una lucida e cinica strategia.


Non si spiegherebbe in altro modo perché in una situazione sociale ed economica tanto difficile e drammatica per molti cittadini e famiglie, che si prevede in rapido peggioramento, anziché cercare di salvaguardare alcune àncore di aiuto e solidarietà, proprio quelle invece si è cominciato ad intaccare: cassa integrazione, pensioni, salari e stipendi da diminuire, sicurezza del posto di lavoro da scardinare: così si fa esattemene il contrario. E’ come dire “voglio deliberatamente peggiorare la situazione!”


Le banche invece vengono difese e salvate. Già circa 500 miliardi di euro sono stati versati loro dalla Banca Centrale Europea e le banche cosa ne stanno facendo di questi quattrini freschi? Nulla! Sistemano le loro situazioni di esposizione verso il mercato volatile finanziario coprendo le grosse perdite che hanno contratto, si rimettono a speculare finanziariamente, potenziano il loro dominio sulle politiche degli Stati con ricatti sul debito e gli interessi da pagare, sostenute dalle loro agenzie di rating che declassano appositamente, e infine usano risorse per comprare i beni pubblici, sostenendo la spinta verso le privatizzazioni come se ciò fosse la salvezza degli Stati, mentre invece è un imbuto nel quale la finanza ci ha apposta costretto, per avere mano più libera!


Perchè la finanza non svolge il suo fondamentale compito di sostenere l’economia reale che permette alla gente di lavorare, produrre, vendere e sopravvivere? Perché interviene solo e rapidamente quando deve finanziare l’acquisto di società pubbliche redditizie per essere privatizzate? L’ultimo esempio in tal senso, di cui sono venuto a conoscenza, riguarda Torino, che ha messo in vendita, le sue redditizie Farmacie. Si è presentata una sola società, tra l’altro appena costituita, che ha fatto una proposta bassissima ed ha ovviamente vinto. Le banche non hanno esitato qui a mettere a disposizione il denaro. Ma per gli artigiani, i commercianti, le piccole imprese, i bisogni dei cittadini in momenti di crisi? Provate ad andare in Banca a chiedere e sentirete la risposta!


Noi stiamo facendo i conti con la logica assurda, che ci hanno imposto, della quadratura del Bilancio degli Stati. Ci raccontano da anni, e in modo sempre più accentuato a partire dal 2008, con la crisi dei mutui negli Usa, che secondo la regola economica liberista in voga, bisogna ridurre il deficit, far risparmiare lo Stato che non ha più i soldi per sostenere le sue spese, con le conseguenti politiche di riduzione dei costi a tutti i livelli. Ma perché, mi domando, si cresceva e si stava meglio quando avevamo maggiore autonomia di Stato, ma anche maggiore inflazione e non si pensava troppo al debito? E non si venga a dire che “prima o poi i nodi vengono al pettine e quindi il debito bisogna pagarlo!” E’ solo una favola che ci raccontano i fautori di questa teoria economica per convincerci! Infatti sono 200 anni che gli Usa sono in deficit! Un deficit che sostiene lo sviluppo è una condizione normale di ogni Stato autonomo come fanno anche Brasile, Giappone, e tutti i paesi che hanno la loro moneta sovrana e gestiscono la loro politica economica. Come anche in Italia dal dopoguerra fino all’introduzione dell’Euro, ma anche prima!


Il debito dello Stato è uno spauracchio da sfatare! Ci hanno convinti che non ci sono alternative e che esiste solo questa legge economica! Ma non c’è nulla di più falso, non esiste una vera e propria legge economica, ci sono diverse teorie e prassi. Questa è stata studiata e pianificata strategicamente per portarci in tale condizione. Così si emarginano e non si dà spazio a tanti emeriti economisti che la pensano in maniera diversa e che dicono, tra l’altro, che in tale situazione, al contrario di ciò che si sta facendo, ci vogliono maggiori investimenti, maggiore iniezione di soldi freschi per sostenere l’economia e i cittadini, non per ridurre l’occupazione ma anzi per ampliarla.


E’ fin troppo evidente la strategia non vi pare? Sono sempre più convinto che il piano che sta impoverendo l’Europa sia qualcosa di non casuale e nemmeno frutto di inconsapevole follia. Il nostro presidente del Consiglio esegue le imposizioni della Commissione Europea e, dunque, è la lunga mano del potere finanziario, che sta a mani basse vincendo la sua battaglia contro la democrazia e la sovranità degli Stati e per la prima volta senza l’uso delle armi ma con una vera e propria guerra finanziaria.


Si sta destabilizzando un modello di società che stava avviandosi a consolidare strumenti democratici e valorizzare sempre di più i cittadini, con notevoli conquiste sociali. Ciò però fa da sempre paura alle grandi multinazionali, che hanno bisogno invece di disoccupazione, di lotte fra poveri per accaparrarsi i posti di lavoro al prezzo più basso possibile, e alla finanza, che col potere assunto dal denaro vuole letteralmente comprarsi il mondo. La Grecia sarà a breve il primo caso in Europa a essere smantellato, privatizzato e comprato: se andiamo avanti così all’Italia quando toccherà?




02 marzo 2012
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
  
Tiscali Socialnews
Per accedere clicca qui

Segui Tiscali su:

© Tiscali Italia S.p.A. 2014  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali